L’Italia del rugby in lutto: morto Ponzi, aveva 72 anni

28 Marzo 2023

Due scudetti con L’Aquila, tra i migliori marcatori di sempre in maglia azzurra Minuto di raccoglimento su tutti i campi. Funerali domani a Collemaggio

L’AQUILA. «La mia parte penso di averla fatta». Spalle alle basilica di San Bernardino, giubbino e occhiali da sole, Ennio Ponzi rispondeva così a chi gli chiedeva di guardare indietro alla sua carriera sul campo da rugby. Poche parole, in un contributo raccolto da Ugo Colista, inframezzato dalle immagini delle sue mete, dei suoi piazzati e dei suoi drop che ne hanno fatto una bandiera dell’Aquila Rugby e della nazionale azzurra. Nella serata di domenica, le vittorie di Avezzano e L’Aquila nei rispettivi campionati sono state offuscate da questa brutta notizia: «Ponzi non è più fra noi», si legge proprio sul profilo della Polisportiva neroverde. «Ha abbandonato questo campo terreno per insegnare in un altro luogo, in un’altra forma il gioco della palla ovale». Aveva 72 anni ed è stato anche professionista medico. Con i neroverdi ha giocato dal 1969, anno in cui esordì giovanissimo in prima squadra, fino al 1984, collezionando in totale 193 presenze, realizzando 1.121 punti (27 mete, 178 piazzati, 9 drop e 226 trasformazioni) e vincendo due scudetti (1981-1982). Grazie ai risultati ottenuti con L’Aquila, al tempo squadra di punta del rugby tricolore, Ponzi ottenne la convocazione in nazionale. Per lui 20 presente e 133 punti che lo collocano attualmente al decimo posto della classifica dei migliori marcatori di tutti i tempi con la maglia azzurra. Ponzi rimase con L’Aquila per quasi tutta la carriera con la società che lo aveva lanciato. Nel 1984, tuttavia, approdò all’Algida Roma dietro l’acquisto record – per i tempi – di 16 milioni di lire. Realizzò un complessivo di oltre 1.400 punti nel massimo campionato. Contemporaneamente era riuscito a prendere la laurea in medicina all’Aquila e a specializzarsi in Ortopedia nella capitale. Ha lavorato come medico di base a Tornimparte e ha collaborato con un centro medico come ortopedico. Un gentleman, un «grande direttore d’orchestra», agli occhi di compagni di squadra un po’ più giovani come Serafino Ghizzoni. «A poche settimane dalla scomparsa di Sergio Parisse senior ci lascia un’altra leggenda del rugby aquilano», scrive il sindaco Pierluigi Biondi, «Ponzi è stato un pilastro della storia della palla ovale della nostra città grazie alle sue capacità e preparazione. Talenti che lo hanno accompagnato dopo aver appeso le scarpette al chiodo, nel percorso lavorativo in campo medico». Anche il presidente della Regione, Marco Marsilio ha voluto ricordare Ponzi. «Oggi il mondo del rugby italiano è in lutto», si legge in una nota, «mi unisco al cordoglio per la sua scomparsa a nome personale e della giunta che presiedo». A queste parole fanno eco quelle del senatore Guido Liris: «Ponzi è stato una leggenda della palla ovale che ha contribuito a scrivere pagine gloriose di questo sport indissolubilmente legato alla storia della città. Uomo di grandi capacità sportive e anche professionali». In memoria di Ennio Ponzi il presidente della Federazione italiana rugby, Marzio Innocenti, ha disposto che un minuto di silenzio venga osservato su tutti i campi d’Italia nel fine settimana prossimo. Lascia la moglie Donatella e il figlio Alessio, anch’egli giocatore di rugby che milita nell’Isweb Avezzano Rugby con il ruolo di flanker. Domani l’ultimo saluto alle 15 a Santa Maria di Collemaggio.
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