L’odissea di Maria licenziata e senza arretrati

10 Maggio 2015

La donna, che ha una figlia disabile a carico, deve avere ancora quattro mensilità e la tredicesima

SULMONA. È stata licenziata dal primo marzo scorso, ma da dicembre è in attesa degli assegni arretrati della cassa integrazione e di una parte della tredicesima del 2013 e di tutta quella del 2014. È un’odissea senza fine quella di Maria Rosato, da 20 anni impiegata al Comune prima come ex Lsu, poi operatrice di manutenzione del verde pubblico e infine di spazzamento per otto anni. I contratti della 51enne sulmonese sono passati negli anni da una cooperativa all’altra (Pineto coop, Am consorzio, Sulmona servizi) e fra appalti e sub appalti vari, fino a perdersi ad un metro dalla meta. Il paradosso vuole, infatti, che proprio in occasione del passaggio del servizio al Cogesa e della stabilizzazione dei lavoratori, sette dei 23 iniziali restino fuori. Fra questi c’è Maria, monoreddito con una figlia disabile a carico. Una vita complicata, dunque, che negli ultimi mesi sta diventando impossibile anche solo per affrontare le spese quotidiane, fra cui bollette e cibo da mettere in tavola. «Ho lavorato per venti anni per conto del Comune», spiega disperata e delusa, «e ora sono stata mandata a casa con due righe. Non riesco a capire come abbiano fatto a scegliere chi doveva restare e chi no e soprattutto credo che non si sia tenuto conto dell’esperienza accumulata in tutti questi anni. Quando la stabilizzazione che ci promettono da anni stava per diventare realtà ci hanno messo alla porta e con me ci sono altri sei colleghi, 3e del verde pubblico e 4 della manutenzione». Ma Maria non si arrende ed, anzi, è pronta a battersi per riavere il suo posto di lavoro.«Sono già stata dall’avvocato e sono pronta a fare il possibile, ho bollette arretrate da pagare e non posso più fare spese. Comunque nel mio caso c’è stata una discriminazione di cui qualcuno dovrà rispondere. Aspetto quattro mensilità arretrate e le tredicesime, almeno quelle devono darmele. Da novembre vado avanti a scrivere lettere al sindaco e alla cooperativa, senza ottenere nulla, se non incontri che non hanno portato a niente. Ma ora basta, qualcuno dovrà ascoltarmi». Ma quello di Maria non è un caso isolato. Il numero dei disoccupati in tutto il Centro Abruzzo è salito a quota 11mila (raddoppiato in un anno e pari ad un terzo dei residenti in età lavorativa). (f.p.)

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