L’Olocausto raccontato ai ragazzi

Incontro al cinema Pacifico tra l’ex deportato Modiano e gli studenti del Polo umanistico
SULMONA. La vita interrotta dalle leggi razziali e poi la deportazione, i campi di sterminio e il ritorno a un'esistenza che non sarà segnata per sempre. Samuel Modiano, classe 1930, sopravvissuto a Auschwitz-Birkenau ha raccontato l'Olocausto agli studenti delle quarte classi del Polo umanistico, diretto da Caterina Fantauzzi. Un momento di riflessione e commozione che ha coinvolto l'intero pubblico di studenti, docenti e anche cittadini che, ieri mattina, ha riempito il cinema teatro Pacifico. Per Modiano l'Olocausto comincia con un viaggio di deportazione, la consegna di un pigiama a righe e una sigla indelebile sul corpo. Ma soprattutto sull'anima: B7456. «Per tutta la vita», ha detto, «ho avuto e ho scene orribili davanti agli occhi. Non posso dimenticare. Non si deve dimenticare affinché ciò non avvenga più» La vita di Modiano comincia nell'incantevole isola di Rodi, all'epoca territorio italiano. Una vita felice insieme a suo padre, sua madre e la sorella maggiore, classe 1927, Lucia. Una felicità che si interrompe prima con le leggi razziali del 1938, poi dopo l'8 settembre 1943, data dell'Armistizio. Approfittando della confusione che regnava in Italia, i tedeschi occuparono Rodi. «Per fortuna», ha aggiunto, «mia madre morì di malattia quando ero piccolo e non fece in tempo a vivere la tragedia che ci stava colpendo». Il 16 agosto 1944, dopo un viaggio prima nella stiva di una nave poi in un treno dei deportati tra escrementi e dolore, Modiano arriva ad Auschwitz. «Ero un ragazzo di 13 anni», ricorda, «che entrava nella fabbrica della morte». Modiano ad Auschwitz perse la sua famiglia, amici e parenti. Durante l'incontro, organizzato dall'insegnante Gelanda Martorella, si è esibita la banda del Vico e gli studenti hanno portato in scena una pièce teatrale a cura dell'insegnante Annalucia Cardinali. (c.b.)
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