L’opposizione a Biondi: «Dimissioni»

Capigruppo all’attacco sul documento che attesta l’esistenza del programma: «Ha mentito alla città». La replica: «Era carente»
L’AQUILA. L’opposizione chiede le dimissioni del sindaco: «Sul programma del Festival ha mentito alla città». Il primo cittadino replica: «Falso. Il programma era carente e tutto da definire». Non si placa la bufera sull’evento per il decennale. Dopo lo scontro tra governo e giunta di centrodestra ora un nuovo fronte: quello interno. La lettera pubblicata dal Centro finirà sul tavolo della commissione Garanzia.
«DIMISSIONI». I capigruppo Stefano Palumbo, Paolo Romano, Elisabetta Vicini, Giustino Masciocco, Angelo Mancini vanno all’attacco. «Il documento pubblicato dal Centro traccia finalmente una linea di chiarezza nella questione Festival degli Incontri e, al contempo, ascrive il sindaco al registro dei bugiardi. Non è vero, infatti, come il primo cittadino ha sempre asserito per dare spessore alla sua volontà di cancellare il Festival dal cartellone del decennale, che non ci fosse un programma definito se addirittura è il Comune a trasmetterlo formalmente al ministero. Ci chiediamo se la tardiva levata di scudi dei gruppi di maggioranza a difesa del sindaco, avvenuta soltanto due giorni fa dopo settimane di bagarre sulla stampa nazionale, sia ancora valida oggi alla luce dei nuovi fatti. Fatti non più mistificabili neanche con un cambio di rotta nella polemica come pure Biondi ci ha abituato in questa storia. Fatti incontrovertibili che spazzano via qualunque programma alternativo partorito oggi dalla fantasia di Biondi: quello di cui è capace quest’amministrazione è ben rappresentato dal cartellone della Festa della Montagna nel quale hanno trovato posto solo nostalgie d’alta quota, ma di bassa levatura. Quando un sindaco mente alla città e la trascina con sé in polemiche tanto false quanto strumentali è il caso che si dimetta».
BIONDI REPLICA. «Nella nota inviata al ministero del 7 agosto», scrive il sindaco, «veniva chiesto un anticipo delle somme previste per il Festival degli incontri per consentirne l’avvio. Il programma era tutto da definire, come riportato nel verbale della riunione del Comitato operativo del 31 luglio che accompagnava la missiva. Per essere realizzato, il cartellone di eventi sottoscritto dalla direttrice doveva essere completato in numerosissimi aspetti di cui era carente. Un festival è fatto di logistica, service per gli spettacoli, piano di comunicazione: tutte cose che occorreva programmare dal punto di vista finanziario. Che la lettera sia del 7 agosto – e non dell’8 maggio, come qualcuno ha ipotizzato, immaginando addirittura che potesse essere rimasta chiusa in un cassetto – si evince chiaramente dai contenuti che fanno esplicito riferimento al comitato operativo del 31 luglio».
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