L’opposizione alza lo scontro: «Si parli della crisi in consiglio»

4 Luglio 2023

Sei componenti delle minoranze su otto chiedono una seduta straordinaria: «Il sindaco è silente» Ma Fratelli d’Italia non firma il documento: «Così si esalta Nannarone, non è nostro compito» 

SULMONA. Sei consiglieri degli otto che fanno parte della nutrita truppa delle minoranze, hanno firmato la richiesta di convocazione di una seduta straordinaria del consiglio sulla crisi di maggioranza del sindaco di Sulmona Gianfranco Di Piero.
«A distanza di oltre una settimana dall’approvazione dell’ultimo documento contabile, stante il perdurare dell’atteggiamento silente del sindaco di fronte ad una situazione a dir poco kafkiana, si ritiene indispensabile e non più procrastinabile il confronto in aula al fine di far conoscere ai cittadini cosa stia realmente accadendo e quali decisioni intenda assumere il primo cittadino»: così esordiscono i sei – Franco Di Rocco, Gianluca Petrella, Luigi Santilli, Antonietta La Porta, Maurizio Proietti e Caterina Di Rienzo nel lungo e articolato documento, in cui si ripercorre la cronistoria della crisi fino all’ultima vicenda legata all’appalto delle mense scolastiche che coinvolgerebbe da vicino lo studio del capogruppo del Partito democratico Mimmo Di Benedetto, sede legale dell’azienda che ha vinto l’appalto. Una vicenda delicata, che sta mettendo a serio rischio la già traballante maggioranza.
Così come è successo nelle ultime quattro volte, il documento delle minoranze non è stato firmato dai consiglieri d’opposizione Vittorio Masci e Salvatore Zavarella. Una scelta che sta facendo sorgere più di un dubbio sulla reale volontà di Fratelli d’Italia di mandare a casa il sindaco Di Piero. Si parla infatti dell’esistenza di un accordo tra il Partito democratico e i due consiglieri comunali del partito di Meloni per garantire la sopravvivenza di una maggioranza targata centrosinistra. Ipotesi che Vittorio Masci smentisce. «Se si fa una richiesta formale di convocazione del consiglio comunale per discutere della crisi, io sono il primo a firmarla», afferma, «ma se il documento diventa politico e si vuole esaltare o favorire qualche componente della maggioranza invece di qualcun altro, io non lo firmo. Non firmo un documento che fa passare Teresa Nannarone per eroina perché non lo è. Siamo di fronte a beghe tra le varie componenti della maggioranza. Problemi che non spetta a noi dell’opposizione risolvere. In qualità di capo gruppo di Fratelli d’Italia», conclude Masci, «dico che sono contro l’intera maggioranza e non contro una parte. Detto questo dico anche che parteciperemo regolarmente a un consiglio comunale in cui si andrà a discutere della grave crisi che sta interessando la maggioranza. E lo faremo con un unico obiettivo: di mandarla a casa». Uno scontro nello scontro che sarà chiarito, anche questo, nella prossima seduta del consiglio comunale.
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