L’opposizione denuncia: ecco i fallimenti di Biondi

25 Gennaio 2020

I capigruppo di minoranza: «Pianificazione e progetti strategici all’anno zero» Nel mirino anche la «gestione scellerata» della cultura e del Progetto Case

L’AQUILA. Il sindaco Biondi non ha portato a termine nulla di quel che aveva promesso nel suo programma di mandato. È l’accusa che i capigruppo dell’opposizione in consiglio comunale – Paolo Romano (Passo Possibile), Carla Cimoroni (Coalizione sociale), Lelio De Santis (Italia dei valori/Cambiare insieme), Giustino Masciocco (Articolo 1) e Stefano Palumbo (Partito Democratico) – muovono nei confronti della giunta, che ha da poco svalicato i due anni e mezzo di governo. Sono tanti, a detta degli esponenti della minoranza, gli obiettivi mancati rispetto alle linee strategiche approvate in consiglio subito dopo l’insediamento del sindaco.
«Un documento già di per sé povero di contenuti e carente dal punto di vista della programmazione», osserva Palumbo. «Sulla pianificazione siamo proprio all’anno zero. Gli ultimi atti approvati sul Prg sono quelli della giunta Cialente. In due anni e mezzo non è stato prodotto nulla, se non pezze a colori, come l’ultima delibera sui cambi di destinazione d’uso, approvata per uscire fuori dall’impasse che si era venuta a creare dopo la bocciatura, da parte del Tar, delle nuove linee guida per la ricostruzione dei centri storici. Manca un piano del commercio eppure si va avanti a colpi di varianti, tra i litigi della maggioranza, sui centri commerciali. Anche sulla mobilità riscontriamo assenza di strategia: sul Pums ci sono solo annunci e la situazione in cui versa Ama è lo specchio di questo vuoto decisionale». «Sulle scuole», attacca Masciocco, «non solo non è stato fatto nessun progresso sulla ricostruzione, ma non si è riusciti nemmeno a completare le verifiche di vulnerabilità sugli edifici agibili». «Anche sui progetti strategici è tutto fermo» denuncia Romano. «Il piano di riqualificazione di viale della Croce Rossa si è bloccato perché non sono stati fatti gli espropri e manca ancora la progettazione. Stessa situazione per Porta Leoni e per il memoriale della Casa dello Studente». Sulla cultura, secondo Cimoroni, il senso del fallimento è dato dalla «scomparsa di tre manifestazioni come Festival della Partecipazione, Festival degli Incontri e Festival della Montagna. Finora si è andati avanti solo a colpi di eventi mordi e fuggi e distribuendo finanziamenti a pioggia, che però non hanno fatto crescere nulla sul territorio. E poi continua a esserci il problema della carenza degli spazi, specie di quelli medio-grandi». De Santis lancia invece l’allarme sul Progetto Case, la cui gestione «scellerata da parte di questa giunta sta generando un buco che sarà probabilmente la tomba del Comune. A causa della mancata riscossione di canoni di compartecipazione, affitti e utenze, si è formato un buco da 12 milioni di euro».
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