L’opposizione: falso il rendiconto 2013

Per l’intergruppo di minoranza il documento della Tesoreria comunale non corrisponde a quello della Banca d’Italia
L’AQUILA. «Il rendiconto di bilancio per l’esercizio 2013 del Comune dell’Aquila è palesemente falso e viziato. Al suo interno, non contiene un dato reale e rischia di condizionare negativamente anche la programmazione futura, dell’ente». È una bocciatura su tutti i fronti, quella dell’intergruppo consiliare «Rivoluzione L’Aquila», che ieri, ha tenuto una conferenza stampa per evidenziare «discrepanze e anomalie del documento approvato qualche giorno fa dal consiglio comunale». Guido Quintino Liris e Roberto Tinari (Forza Italia), Luigi D’Eramo e Vito Colonna (Prospettiva 2022), Alessandro Piccinini, del Gruppo Misto, Pierluigi Properzi, di Domani L’Aquila e Raffaele Daniele dell’Udc, hanno sottolineato come «il rendiconto finale della Tesoreria del Comune non corrisponda affatto a quello della Banca d’Italia, come da stessa ammissione del collegio dei revisori dei conti. I due documenti finanziari portano saldi completamente diversi», hanno spiegato i consiglieri di opposizione, «e questo è un dato gravissimo, perché sui numeri non si può discutere». La prima delle anomalie, indicate dall’intergruppo riguarda le aziende partecipate «che riportano bilanci completamente differenti da quelli del Comune. Una discrepanza inaccettabile», hanno affermato i consiglieri di opposizione, «soprattutto alla luce della nuova legge economico-finanziaria, che entrerà in vigore a gennaio 2015. La stessa impone un allineamento del bilancio delle aziende partecipate con quello del Comune». Terza questione, i residui nei confronti dei fornitori esterni. «Nel rendiconto vengono indicati residui attivi antecedenti al 2009», sostiene il gruppo di minoranza, «che potrebbero essere caduti in prescrizione, quindi non esigibili. Inoltre, il Comune è fuori dal patto di stabilità per via del sisma, ma non si comprende la posizione politica dell’amministrazione, né la linea che vuole seguire in vista della scadenza della deroga». Un rendiconto “falsato”, dice l’opposizione, «che riporta un avanzo di bilancio di 43 milioni di euro. Non sappiamo se questi soldi sono reali e se, di conseguenza, potranno essere impegnati nelle previsioni future di spesa del bilancio 2014. Inoltre, il Comune è in ritardo in molti procedimenti di conciliazione che avrebbe potuto chiudere da tempo». Ma le critiche investono anche il collegio dei revisori dei conti «che ha dato parere favorevole a un rendiconto finanziario palesemente viziato, pur ammettendo che il saldo presentato dalla Tesoreria del Comune risulta differente rispetto a quello indicato dalla Banca d’Italia. Un dato inconfutabile, che va a inficiare l’intero bilancio».
Monica Pelliccione
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