L’opposizione insiste: consiglio comunale sul lavoro

15 Dicembre 2016

L’AQUILA. Un consiglio comunale straordinario dedicato alla vertenza occupazionale che attanaglia la città, al quale dovranno partecipare le organizzazioni di categoria e sindacali per affrontare...

L’AQUILA. Un consiglio comunale straordinario dedicato alla vertenza occupazionale che attanaglia la città, al quale dovranno partecipare le organizzazioni di categoria e sindacali per affrontare «una situazione arrivata all’apice della gravità». E della quale il sindaco Massimo Cialente «se ne sta fregando». È la richiesta dei consiglieri d’opposizione Guido Quintino Liris e Roberto Tinari (Forza Italia) e Giorgio De Matteis (L’Aquila città aperta). Che attaccano l’amministrazione comunale «inerte» di fronte alla precarietà di tanti posti di lavoro per una serie di vertenze aperte o che stanno per aprirsi. Come quella dei lavoratori del consorzio Lavorabile che gestisce, per conto di Transcom, l’assistenza telefonica Inps, vertenza non ancora aperta ma che tale potrebbe diventare se non si risolve al più presto la criticità di uno dei criteri previsti nella bozza del bando di gara: quello che prevede il più alto punteggio a chi propone il massimo ribasso del costo del lavoro. I dati illustrati dai tre consiglieri fotografano un quadro fosco. Fatte le somme, in bilico ci sarebbero migliaia di posti di lavoro: una Caporetto, se la politica non corre ai ripari. L’atto di accusa è duro: incapacità di agire, inconcludenza, assenza di una strategia occupazionale e «tante chiacchiere e promesse vuote» come quelle che hanno riguardato l’insediamento dello stabilimento di Accord Phoenix e l’apertura dell’aeroporto dei Parchi agli scali commerciali, denunciano. «Partiamo dal Centro turistico del Gran Sasso», ha snocciolato Liris. «Il Comune deve dare a Banca San Paolo un milione di euro entro il 31 dicembre, in mancanza del quale il presidente Fulvio Giuliani dovrà portare i libri in tribunale». A rischio 50 persone. Critica la situazione delle strutture riabilitative private, a causa del taglio di 7 milioni da parte della Regione, che viene pagato «soltanto dalla provincia dell’Aquila, un atto di guerra alla città capoluogo».

Un comparto che vedrebbe perdere centinaia di dipendenti nelle strutture locali in cui «le procedure di licenziamento sono già state avviate». (m.g.)

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