L’ordinanza: «Distruggete quei calzini confiscati»

3 Giugno 2016

L’AQUILA. «Distruggete quei calzini da uomo confiscati». Questa la disposizione contenuta nella singolare ordinanza firmata dal dirigente comunale Lucio Nardis. Il motivo non è certamente la puzza,...

L’AQUILA. «Distruggete quei calzini da uomo confiscati». Questa la disposizione contenuta nella singolare ordinanza firmata dal dirigente comunale Lucio Nardis. Il motivo non è certamente la puzza, visto che si tratta di «articoli di abbigliamento» nuovi di zecca. E non sono neppure spaiati, come spesso accade tra un bucato e l’altro.

Tutto parte da un verbale di sequestro della polizia municipale, che ha messo sotto sigillo «numero sei paia di calzini da uomo» trovati in mano a un 42enne napoletano che stava vendendo la mercanzia vicino a un centro commerciale, bloccato e sanzionato «in quanto privo delle prescritte autorizzazioni per il commercio al dettaglio su aree pubbliche».

La storia dei calzini sotto sequestro è finita all’attenzione del settore Attività produttive e patrimonio, che, già gravato di onerose faccende, dovrà sbrigare anche questa. Del resto, quel pacchetto di spugna bianca e nera rappresenta pur sempre un patrimonio. Si tratta, più in particolare, come si legge nella medesima ordinanza, di «beni merceologici fungibili». Il dirigente del settore, esaminata la pratica, ha disposto la conferma e convalida del sequestro amministrativo della merce. Inoltre, ha ordinato «la confisca e la distruzione di numero 6 paia di calzini da uomo così come descritti nel verbale».

E come avvenne per la genziana abusiva delle suore – dolorosamente versata nei sottoservizi della città – per scongiurare, ora, lo scempio dei calzini è ammesso il ricorso al giudice di pace. Non è dato sapere se il venditore ricorrerà alla carta bollata, oppure se abbandonerà i dodici “gemellini” al loro ineluttabile destino. (e.n.)

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