L’orgoglio dei tifosi: L’Aquila, ce la puoi fare

4 Febbraio 2016

Il popolo rossoblù ha esposto striscioni per stuzzicare l’orgoglio della città Critiche al Comune per i ritardi nell’apertura dello stadio dell’Acquasanta

L’AQUILA. Che aria tira fra i tifosi aquilani dopo i tredici punti di penalizzazione comminati all’Aquila calcio? Sono molti, ma pur sempre molti di meno dei 31 punti richiesti dalla Procura federale a seguito dell’inchiesta “Dirty soccer” che ha portato in manette l’ex direttore sportivo dell’Aquila calcio Ercole Di Nicola. E cosa pensano i tifosi dopo le proteste per i ritardi nella realizzazione del nuovo stadio all’Acquasanta? Dante Capaldi, giornalista sportivo da 43 anni, non nasconde il suo amore per L’Aquila calcio: «Tredici punti di penalizzazione sono troppi. Anche perché giova ricordare che L’Aquila calcio è parte lesa in una vicenda che dovrà essere ancora del tutto chiarita e definita nel ricorso in appello. L’Aquila ha comunque tutti i numeri e le qualità per salvarsi. Penso inoltre che la tifoseria rossoblù dovrebbe mobilitarsi per chiedere, a chi l’ha portata tanto in basso, i danni morali, materiali e di immagine per una società sportiva che ha un glorioso passato».

Per Goffredo Juchich «serve compattezza tra tifosi e squadra e ce la faremo. Nutro grandi speranze. Per lo stadio dell’Acquasanta l’assessore Capri ha ereditato una situazione difficile ma è uno tosto e saprà venirne fuori. Certo, andare allo stadio nuovo per le ultime giornate sarebbe un valore aggiunto notevole». Andrea Di Gregorio spera che «con il ricorso arrivino 6 o 7 punti in meno di penalizzazione. Per quanto riguarda lo stadio ci stanno solo prendendo in giro». Per Vincenzo Cipriani «poteva andare peggio, importante è remare tutti insieme tifosi, squadra e società». Alessandro Mellone crede in una ulteriore decurtazione nella penalizzazione: «Forse ci voleva almeno un acquisto di spessore anche nel reparto offensivo nel mercato invernale, ma è uscita una squadra comunque più solida e con un’idea tattica definita. Andare all’Acquasanta entro il termine della stagione calcistica? Non credo. Essere in rivolta è un buon segno della piazza, e indica che non c’è menefreghismo sulla situazione». Fabrizio Fiore parla da esperto e tifoso nello stesso tempo: «Tredici punti rappresentano senz’altro una sanzione equilibrata non solo rispetto ai fatti contestati, ma soprattutto rispetto a quanto richiesto, in maniera alquanto abnorme e illogico, dalla Procura federale. Ritengo che ci siano ampi margini per ridurre ulteriormente in appello la sentenza di primo grado. L’Aquila ha grandissime possibilità di salvarsi. Molto dipenderà dall’orgoglio della gente aquilana. Acquasanta? È una tragicomica. Confido nell’assessore Capri, però aspettiamo i fatti». Anche Valentino Marozzi è convinto: «Abbiamo una buona squadra che nel mercato invernale si è ulteriormente rinforzata. Sono sicuro, possiamo farcela!».

Raniero Pizzi

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