L’ospedale resta di primo livello: la Regione salva il punto nascita

Nella nuova bozza di riordino della rete sanitaria scongiurato il declassamento dell’Annunziata Previste otto unità operative complesse, ma mancano primari e personale. Il sindaco: così non va
SULMONA. La Regione ci ripensa e inserisce l’ospedale dell’Annunziata tra quelli di primo livello. Lo si evince dalla bozza di riordino della rete ospedaliera con cui la giunta attribuisce le competenze sanitarie ai presìdi abruzzesi. Bozza che per diventare operativa dovrà essere sottoposta all’approvazione del ministero della Salute. Dunque la Regione fa dietro front sulla classificazione dell’ospedale peligno, che nel testo originario, passato sui tavoli degli uffici dell’assessorato alla sanità fino a pochi giorni fa, era considerato solo di base. Il primo livello, insieme a Sulmona, viene confermato agli ospedali dell’Aquila, Avezzano, Chieti, Lanciano, Vasto, Pescara e Teramo. Sei saranno i presìdi di base: Ortona, Popoli, Penne, Atri, Giulianova e Sant’Omero. Due i presìdi ospedalieri in zone particolarmente disagiate, sede di Pronto soccorso: Castel di Sangro e Atessa.
Sulmona conserverà quindi il punto nascita, anche se in deroga alla legge Lorenzin perché non raggiunge il tetto dei 500 parti annui. «Il punto nascita di Sulmona», si legge nel documento elaborato dall’assessorato alla Sanità, «presenta tutti i requisiti tecnologici e di sicurezza di cui all’accordo Stato-Regioni del 16.12.2010 e nella check-list allegata al Protocollo metodologico del CPNn per la valutazione delle richieste di mantenere in attività punti nascita con volumi di attività inferiori ai 500 parti annui e in condizioni orogeografiche difficili, come riconosciuto dallo stesso CPNn. Si rappresenta, inoltre, che sono in corso le procedure di reclutamento del personale al fine di garantire al punto nascita i requisiti di legge». Nel giustificare la deroga la Regione prende in considerazione anche le insidie dovute a distanze chilometriche, tassi di infortunio, incidenti stradali e tempi di percorrenza, qualora le gestanti in carico al presidio ospedaliero sulmonese venissero costrette a ricorrere ad un punto nascita alternativo. La nuova bozza di riordino delle reti ospedaliere assegna all’ospedale dell’Annunziata di Sulmona otto unità operative complesse: Cardiologia e Utic, Chirurgia generale, Medicina generale, Ortopedia, Ostetricia, Pediatria, Anestesia e Rianimazione e Riabilitazione specialistica post-Covid.
Unità che però risultano quasi tutte sprovviste di primario e sono alle prese con una cronica carenza di personale. «Siamo di fronte alla solita sveltina della Regione», afferma il sindaco Annamaria Casini, «che concede il primo livello solo sulla carta al nostro ospedale senza provvedere a dotarlo delle necessarie professionalità. Se la situazione resterà questa, il piano sarà sicuramente bocciato dal ministero della Salute».
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