L’Ufficio dei paesi: quasi tutti spesi i fondi finora disponibili
Comuni minori, per i lavori privati impegnati 520 milioni su un totale di 600. Procedono anche gli appalti pubblici
L’AQUILA. Ricostruzione ferma o avviata? Comuni del cratere lumache del post-sisma, oppure no?
Nel complesso processo di rinascita dei 56 Comuni colpiti dal sisma, gestito dall’Ufficio speciale per la ricostruzione del cratere (che segue anche la ricostruzione dei 110 paesi fuori cratere), fare chiarezza non è facile. Eppure, il trend lascia vedere una luce in fondo al tunnel. A fare la parte del leone è la ricostruzione privata, che «ha ripreso a impegnare risorse rapidamente, dopo il rallentamento dovuto alla prima fase d’introduzione del Modello parametrico integrato (Mic)», spiega il dirigente dell’Usrc, Paolo Esposito. «Ora è opportuno che arrivino i fondi, 168 milioni per il cratere e 32 per fuori, che stiamo aspettando dalla prossima delibera Cipe. Inoltre, i dati», aggiunge, «ci consentiranno presto di fare simulazioni sulla durata della ricostruzione privata nei Comuni che hanno cominciato ad aprire i cantieri nei centri storici (attualmente 237)».
PRIVATA. A oggi sono stati impegnati 520 milioni di euro, a fronte dei 598 stanziati, di cui 500 finora trasferiti. A non essere ancora impegnati dai relativi Comuni sono circa 80 milioni, che lo saranno comunque nelle prossime settimane. Attualmente sono 17 i Comuni che hanno già impegnato interamente i fondi a loro assegnati; anzi, hanno esigenze di copertura ulteriori (57 milioni). L'andamento registrato nei mesi scorsi nell’elaborazione delle istruttorie da parte degli Uffici territoriali è coerente con gli effetti attesi dall'introduzione del nuovo Modello integrato per il cratere nel febbraio scorso, «procedura che pare ben accolta dal territorio e comincia a dare i suoi frutti», spiega il responsabile del settore Ricostruzione privata dell’Usrc, Raffaello Fico. I tempi medi d’istruttoria per l’ammissione a contributo delle pratiche Mic è di circa 40 giorni, con la metà dei contributi ammessi già a giugno.
PUBBLICA. Per quanto riguarda la ricostruzione pubblica del cratere sismico, rispetto alla programmazione triennale, che ammonta a 126.5 milioni di euro sul triennio 2013-2015, risulta che 75.2 milioni di euro sono destinati a 150 interventi, di cui 31 bandi avviati per 10.2 milioni; 54 interventi in fase di predisposizione della progettazione esecutiva per 27 milioni di euro; 65 interventi in fase di programmazione per 38 milioni; 51.3 milioni programmati per l'attuazione delle opere pubbliche di riparazione dei danni da sisma previste dai Piani di ricostruzione.
SCUOLE. Quanto al Piano Scuole d'Abruzzo, su 136 milioni sono stati approvati progetti per 16,7, dei quali sono stati interamente trasferiti 5,2 milioni, per essi in questi giorni Province e Comuni stanno concludendo le fasi di affidamento dei lavori e apriranno i cantieri entro un mese. È, inoltre, in corso la predisposizione di progetti per un altri 63 milioni di euro, 20 dei quali sono già stati consegnati all'Usrc. Saranno approvati entro l'estate. «Per quanto riguarda le tempistiche, siamo dentro le previsioni», commenta la responsabile del settore Scuole, Alessia Placidi, «tenendo conto che il processo si è avviato nel maggio 2013, e che si tratta di edifici scolastici, con interventi che impegnano almeno 6-8 mesi per la sola indagine completa dei fabbricati, come indagini geologiche, prove di carico dei solai, delle strutture e così via e per la predisposizione dei progetti».
PIANI DI RICOSTRUZIONE. A oggi sono 33 quelli che hanno concluso l'iter di formazione, corrispondenti ad un valore di 2,1 miliardi. È in corso il perfezionamento dell'iter tecnico-amministrativo da parte di 13 Comuni con Piano di ricostruzione adottato, dei quali si prevede la conclusione entro l'autunno, mentre stanno lavorando per l'adozione del Piano i restanti nove Comuni. «Per essi è possibile prevedere la conclusione entro l'anno», spiega l’ingegnere Claudia Genitti. «L'espressione del nulla osta sui Piani», aggiunge, «permette ai Comuni d’impegnare le risorse per la ricostruzione dei centri storici e consente il più celere compimento del processo di ricostruzione».
Marianna Gianforte
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