L’ultimo caso due anni fa a San Bernardino

Vittima dell’abuso fu una ragazzina. Nel 2012 il brutale stupro davanti a una discoteca di Pizzoli
L’AQUILA. Era il 6 novembre di due anni fa quando un’ambulanza del 118 intervenne nella zona dei portici di San Bernardino per soccorrere una ragazzina di 13 anni. Dal Pronto soccorso del San Salvatore partì una telefonata alle forze dell’ordine che fece scattare immediatamente il codice rosa, il protocollo che viene attivato da medici e forze dell’ordine in caso di episodi di violenza sulle donne. Le successive indagini della questura svelarono almeno altri due episodi di abusi sessuali, tutti compiuti dallo stesso 15enne. Dalle numerose testimonianze e dall’estrapolazione di immagini da alcune telecamere, la sezione Fasce deboli della polizia presentò numerosi elementi probatori alla Procura della Repubblica per i minorenni guidata da David Mancini. Da qui la decisione di trasferire il ragazzino in un istituto di pena per minori a Roma.
Nove anni prima una brutale violenza sessuale si consumò ai danni di una studentessa universitaria di 20 anni di Tivoli. Il fatto si verificò davanti a una discoteca di Pizzoli, il Guernica, nel gennaio del 2012. Dello stupro fu accusato Francesco Tuccia, ex militare in congedo originario della provincia di Avellino. Dopo aver abusato della ragazza, l’ex militare la lasciò fuori dalla discoteca con una temperatura di meno dieci gradi. Provvidenziale la presenza del personale del servizio d’ordine del locale, che bloccò Tuccia nel suo tentativo di allontanarsi e portò la ragazza in ospedale evitando che morisse assiderata. L’uomo venne condannato: ha scontato 7 anni di carcere. (f.d.m.)
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