L’ultimo saluto a Guadagni sfida la pioggia e il Covid

10 Marzo 2021

In tantissimi davanti al duomo, nonostante restrizioni e freddo da pieno inverno Ricordo dell’amico medico: l’ho incontrato in ospedale, speravo che recuperasse 

AVEZZANO. Gli ultimi saluti, un attimo prima che gli addetti delle pompe funebri invitassero i presenti ad abbandonare la camera ardente. Poi solo il silenzio carico di commozione e per chi in vita ha conosciuto Paolo Guadagni il pensiero corre lontano, a scavare nei ricordi, qualcuno recente, qualcun altro un po’ più sbiadito, ma sufficiente per rivivere in un lampo gli attimi felici trascorsi insieme.
Sono state tantissime le persone che hanno voluto tributare un omaggio al giornalista marsicano scomparso domenica mattina, dopo una malattia subdola e talmente rara da non poter essere affrontata con successo nel corso di due lunghi mesi di sofferenza. Persone che si sono strette con sincero affetto alla moglie Elena e ai figli Maria Teresa e Vincenzo, manifestando loro quei sentimenti di stima che hanno maturato nei confronti di Paolo, nel corso della sua vita lavorativa. Nonostante la pioggia incessante e la temperatura tornata ai livelli invernali, ad attendere il feretro sul sagrato della cattedrale di Avezzano, c’era ancora tanta gente che, per rispetto dei limiti dovuti alla pandemia, non ha potuto assistere alla cerimonia religiosa all’interno del duomo. Ad officiare il rito è stato don Claide Berardi, che a sua volta ha voluto ricordare la figura di un uomo da tutti giudicato sobrio ed elegante nel suo modo di rapportarsi con gli altri, ma sempre «sul pezzo», efficace e imparziale al momento di raccontare i fatti. In chiesa, accanto ai familiari c’erano anche gli amici più stretti e tra questi il dottor Sergio Iarussi che ricorda i momenti concitati dell’arrivo di Paolo in ospedale in quel drammatico 2 di gennaio: «Ci incontrammo quando lui aveva già fatto la Tac e appena venni a conoscenza del referto, chiamai immediatamente il collega Ricci al San Salvatore dell’Aquila, spiegandogli la situazione. Mi rincuorai al termine dell’intervento che subì il giorno successivo, perché sembrava che il problema fosse stato risolto, ma purtroppo non è stato così. Con la scomparsa di Paolo», conclude, «perdo un amico di vecchia data, ma soprattutto un professionista dell’informazione stimato e benvoluto da tutti».
Al termine del rito religioso, al quale ha presenziato anche il presidente dell’Ordine dei giornalisti abruzzesi Stefano Pallotta, un altro collega ha ricordato la figura professionale di Paolo, nel corso dei lunghi anni trascorsi fianco a fianco nelle redazioni giornalistiche. Dopo la benedizione, il feretro è partito alla volta di Gioia dei Marsi, paese di origine della moglie Elena, per essere tumulato nella tomba di famiglia. Una messa di commemorazione è stata fissata per sabato alle 17 nella stessa cattedrale di Avezzano.
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