L’uomo al volante è distrutto dall’angoscia Il suo avvocato: «Siamo vicini alla famiglia»

«È una tragedia vera, il mio assistito, che è in stato di choc, si unisce al cordoglio della famiglia per la immane e tristissima perdita, alla quale purtuttavia lui non ha minimamente contribuito...
«È una tragedia vera, il mio assistito, che è in stato di choc, si unisce al cordoglio della famiglia per la immane e tristissima perdita, alla quale purtuttavia lui non ha minimamente contribuito stante la dinamica dell’incidente».
A parlare è l’avvocato Maurizio Dionisio (nella foto), legale del 50enne M.D.G. alla guida dell’Alfa 156 che ha investito sulla statale 80 il 22enne Tiberio Giorgi, deceduto alcune ore dopo il ricovero in ospedale. «Il mio assistito», continua Dionisio, «non è stato incriminato dalla Procura per omicidio stradale perché le indagini avrebbero dimostrato elementi a sua discolpa: è stato infatti trovato negativo sia al test antidroga sia sul tasso alcolemico. Inoltre, dall’esame del suo cellulare, è emerso che ha usato il telefonino solo per chiamare il 118».
Il 50enne è stato dimesso dall’ospedale dove era stato ricoverato dopo l’incidente perché in forte stato di choc. «È ancora molto provato», aggiunge il suo legale, «per una tragedia che non è stato possibile evitare».
Poi un cenno sulle indagini. «Seguiamo con attenzione le indagini in corso con il solo fine di accertare l’esatta dinamica dell’incidente. Non abbiamo nominato un perito di parte per l’autopsia, ma solo per gli accertamenti in corso sulla ricostruzione dell’impatto. Nell’immediatezza del fatto i carabinieri avevano effettuato il sequestro del telefonino e della patente. Ed è stato accertato che le uniche telefonate eseguite sono state quelle al 118. Cosicché gli è stato prima restituito il cellulare e poi anche la patente senza alcuna sanzione amministrativa. L’autovettura, invece, è ancora oggetto di sequestro da parte della Procura».
«Ma queste», conclude il legale, «sono ore di dolore. Un dolore straziante per la famiglia di Tiberio Giorgi, alla quale il mio assistito vuole esprimere ancora una volta il suo più sentito cordoglio».
A parlare è l’avvocato Maurizio Dionisio (nella foto), legale del 50enne M.D.G. alla guida dell’Alfa 156 che ha investito sulla statale 80 il 22enne Tiberio Giorgi, deceduto alcune ore dopo il ricovero in ospedale. «Il mio assistito», continua Dionisio, «non è stato incriminato dalla Procura per omicidio stradale perché le indagini avrebbero dimostrato elementi a sua discolpa: è stato infatti trovato negativo sia al test antidroga sia sul tasso alcolemico. Inoltre, dall’esame del suo cellulare, è emerso che ha usato il telefonino solo per chiamare il 118».
Il 50enne è stato dimesso dall’ospedale dove era stato ricoverato dopo l’incidente perché in forte stato di choc. «È ancora molto provato», aggiunge il suo legale, «per una tragedia che non è stato possibile evitare».
Poi un cenno sulle indagini. «Seguiamo con attenzione le indagini in corso con il solo fine di accertare l’esatta dinamica dell’incidente. Non abbiamo nominato un perito di parte per l’autopsia, ma solo per gli accertamenti in corso sulla ricostruzione dell’impatto. Nell’immediatezza del fatto i carabinieri avevano effettuato il sequestro del telefonino e della patente. Ed è stato accertato che le uniche telefonate eseguite sono state quelle al 118. Cosicché gli è stato prima restituito il cellulare e poi anche la patente senza alcuna sanzione amministrativa. L’autovettura, invece, è ancora oggetto di sequestro da parte della Procura».
«Ma queste», conclude il legale, «sono ore di dolore. Un dolore straziante per la famiglia di Tiberio Giorgi, alla quale il mio assistito vuole esprimere ancora una volta il suo più sentito cordoglio».

