L’uomo della gru accusa: cemento scadente

Moldavo denunciato dalla polizia dopo la protesta in tribunale, spuntano ombre sulla ricostruzione
L’AQUILA. «All’Aquila ancora costruiscono senza rispettare il progetto e pure con cemento scadente. Qual è il futuro dell’Aquila?».
C’è anche un riferimento specifico alla ricostruzione della città tra le denunce di Alexandru Savciuc, il moldavo di 41 anni che mercoledì scorso si è reso protagonista di una protesta eclatante salendo su una gru nel cantiere abbandonato del parcheggio del palazzo di giustizia e restando a 40 metri d’altezza per tutta la notte srotolando uno striscione in cui lamentava di non aver ricevuto giustizia.
Per questo gesto l’uomo ha rimediato una denuncia per procurato allarme da parte degli uomini della Digos che l’hanno preso in consegna dopo che i vigili del fuoco si erano arrampicati sulla gru convincendolo a scendere e a desistere, così, dalla sua condotta.
L’uomo, nelle poche parole pronunciate una volta interrotta la protesta, aveva parlato genericamente di «denunce archiviate» e di «altre denunce, anche false, che vanno avanti», prima di essere protetto dai poliziotti che lo hanno portato in questura e interrogato.
Ma oltre allo striscione di protesta e alle sue dichiarazioni, spunta ora un ulteriore elemento utile ai fini investigativi, che porta ben oltre il fronte della controversia con un suo presunto socio per questioni inerenti ad asseriti affari nel mondo dell’edilizia.
Su Facebook compare una denuncia di tutt’altra portata. C’è un riferimento esplicito alle modalità con cui, in città, si starebbe portando avanti la ricostruzione, limitatamente ad alcuni immobili che si trovano, in modo particolare, nella parte alta del Torrione. L’uomo, nel messaggio, indica anche l’indirizzo e la foto dei palazzi e invita i frequentatori del web a far girare la notizia. Si parla di «case più alte del previsto» e «fatte male». E l’uomo aggiunge di averci lavorato, e di essere in possesso di una non meglio definita «registrazione audio».
Gli investigatori sono chiamati, in queste ore, a valutare compiutamente quale sia la portata di questa e delle altre denunce che l’uomo ha detto di aver presentato a più riprese alle forze dell’ordine, senza ricevere, a suo dire, la giusta considerazione da parte della Procura della Repubblica. Proprio questo è stato il movente del suo gesto di protesta, che lo ha portato a violare l’accesso al cantiere attiguo al palazzo di giustizia per mettere in atto il suo piano.
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