L’uomo delle rose restituisce il portafogli
La storia di Ali, il bengalese che vende i fiori nelle strade della movida, e il suo gesto di onestà
L’AQUILA. L’operaia deve avere il pane, ma deve avere anche le rose.
Chissà se il bengalese Ali – ormai parte integrante delle notti della movida aquilana, che attraversa con leggerezza recando nelle mani un fascio di rose rosse – conosce la storia del famoso sciopero bread and roses dei lavoratori dell’industria tessile di Lawrence nel 1912.
Alle 2,30 di un post-giovedì universitario come tanti altri, alla fine di una giornata in cui aveva cercato di guadagnarselo, quel pane, scarpinando per proporre il fiore sacro a Venere ai frequentatori abituali, oppure occasionali, della vita notturna cittadina, ha trovato a terra un portafogli bello gonfio, e per di più firmato. Non ci ha pensato su neppure un attimo. Lo ha raccolto, custodito gelosamente, e la mattina successiva si è alzato col pensiero fisso di consegnarlo alla questura, affinché lo restituisse al legittimo proprietario. Alle 13,40 era davanti all’agente di polizia che ha verbalizzato la sua denuncia.
Il portafogli di colore nero griffato Armani è di proprietà di uno studente universitario fuorisede, originario di Chieti. Dentro, oltre a tutti i documenti (carta d’identità, patente di guida, tessera sanitaria, un paio di carte di credito prepagate, tessera della mensa universitaria e carte fedeltà di svariati supermercati), c’erano anche 14 euro, che non sono stati toccati. Ali Fazar, di 53 anni, nato in Bangladesh, ora è pronto a offrire anche una rosa allo studente al quale non ha tolto il pane.(e.n.)
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