L’usciere del Comune licenziato: «Mai stato un furbo del cartellino»

2 Aprile 2021

Pezzella si sfoga dopo che il giudice ha ritenuto illegittimo il provvedimento: ristabilita la verità E il suo legale precisa: in 30 anni si è sempre comportato così, nessun dirigente gli diceva cosa fare

SULMONA. «Fin dall’inizio ho creduto nella verità, perché essere licenziato in quel modo è stato ingiusto e illegittimo. Sono stato preso come unico capro espiatorio dell’intero Comune». All’indomani della decisione del giudice che ha annullato il licenziamento che gli era stato notificato dall’Ufficio provvedimenti disciplinari del Comune, Stefano Pezzella si difende attaccando chi lo ha additato come assenteista e persona non legata al suo posto di lavoro.
È il suo legale, l’avvocato Alberto Paolini, che ne spiega lo stato d’animo e le ragioni. «Pezzella ha agito in linea di quello che ha sempre fatto nella sua attività lavorativa all’interno del Comune di Sulmona», spiega l’avvocato Paolini, «nessuno mai gli ha contestato in trent’anni di servizio il suo comportamento. Le immagini che lo ritraggono in giro per le strade di Sulmona saranno oggetto di discussione in sede penale. Pezzella era l’usciere del Comune e come tale aveva compiti specifici che lo portavano spesso a svolgere attività fuori dalla sede comunale. Era il primo a timbrare, lo faceva addirittura alle sette del mattino, poi durante la giornata si recava a ritirare la posta, per andare in banca, al parco fluviale e per svolgere altre mansioni, ma nessuno dei dirigenti gli ha mai detto di timbrare ogni volta che usciva per servizio».
Secondo il legale, ci sono evidenti responsabilità da parte di chi ha svolto le indagini, tanto che dei 48 indagati sono rimasti sotto processo solo cinque dipendenti. «Sono sicuro che riusciremo a dimostrare la nostra estraneità ai fatti contestati anche in sede penale», conclude Paolini, «mettendo la parola fine a questa brutta pagina che ha segnato il comune di Sulmona».
Intanto, sulla vicenda dei furbetti del cartellino e sull’annullamento del licenziamento di Pezzella da parte del giudice del lavoro è intervenuto anche il consigliere comunale di maggioranza Andrea Ramunno. «Non voglio commentare la sentenza relativa al singolo dipendente, tanto meno parlare dell’indagine», afferma Ramunno, «ma sono innumerevoli i buchi neri di questa vicenda». Ramunno lancia il sospetto che «qualcuno non abbia agito seguendo il principio dell’interesse pubblico. Il ruolo di controllo e indirizzo che spetta ai consiglieri comunali va esercitato affinché questi episodi non siano motivo di sfiducia dei cittadini nei confronti delle istituzioni. Non è mio interesse sostituirmi agli inquirenti o a un giudice ma se qualcuno ha sbagliato è giusto che venga individuato attraverso una minuziosa ricostruzione degli atti a disposizione del Comune di Sulmona», aggiunge, avanzando la richiesta di convocazione della Commissione bilancio, «che prima di riconoscere il debito fuori bilancio generato dovrà svolgere un lavoro di approfondimento».
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