L’Usra: entro il 2022 la città sarà completata

11 Febbraio 2018

Ma lo stato di avanzamento dei lavori cozza contro le previsioni dell’Ufficio speciale: pratiche a rilento

L’AQUILA. Tredici anni totali. È questa la stima dell’Usra, l’Ufficio speciale per la ricostruzione, per il completamento dei lavori degli edifici privati nell’intero territorio comunale. L’Ufficio speciale dà come anno di conclusione dei lavori il 2022, ovvero 13 anni dopo il terribile sisma del 2009 e a 4 anni da oggi.
UTOPIA 2020. Soltanto tra due anni, invece, cioè nel 2020, è previsto – sempre dall’Usra – il completamento del centro storico capoluogo e delle frazioni prioritarie.
A guardare molte zone del centro storico, però, questi dati sono troppo ottimistici. Ci sono interi quartieri e edifici, che non fanno parte dell’Asse centrale, rimasti ancora come quella notte del 6 aprile 2009. Tenendo conto che un cantiere ha una durata media dai 18 mesi ai due anni – se non ci sono complicazioni – ipotizzare che entro il 2020 il centro storico dell’Aquila sarà completamente restituito alla città, sembra un’utopia.
SOLDI EROGATI. I dati Usra si basano sui finanziamenti richiesti e il totale erogato. Fino ai primi di febbraio, l’importo richiesto è stato di 2.173.123.372 euro, mentre il finanziamento è stato di 2.017.535.173 e il totale effettivamente erogato è di 1.359.518.871 euro.
GENIO LUMACA. Questo vuol dire che i soldi ci sono, ma se l’Usra nel 2017 ha sveltito le procedure per la ricostruzione, lasciando appalti liberi sotto al milione di euro, di pari passo purtroppo non vanno né il Genio civile, né lo stesso Usra, che sono a corto di personale e l’esame delle pratiche va a rilento.
Al Genio civile, tra l’altro, andrà anche in pensione a breve il responsabile dell’ufficio preposto all’esame delle pratiche e, dunque, passerà ancora del tempo senza concludere nulla.
AVANZAMENTO LAVORI. Finora l’avanzamento dei lavori, secondo l’importo richiesto, è poco più del 54% per il centro storico, mentre per la periferia supera l’84%, sempre secondo i dati Usra.
SICUREZZA ANTISISMICA. Veniamo al discorso sicurezza. Su oltre 700 unità strutturali, secondo la nuova procedura SP2, l’85% delle unità ha un adeguamento antisismico medio del 70%, ma che comunque supera sempre il 60%. Il restante 15%, composto dalle unità strutturali soggette a demolizione e ricostruzione, hanno un adeguamento antisismico al 100%.
Sul fronte ricostruzione pubblica, nulla si muove.(v.p.)
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