«La Bolla un documento eccezionale e prezioso nella storia della Chiesa»

28 Novembre 2019

L'AQUILA. La Perdonanza ha un'ampiezza descrittiva, come documento siglato da Celestino V, che non si trova altrove. Dettaglia, in modo specifico, ciò che si deve fare e ciò che si ottiene...

L'AQUILA. La Perdonanza ha un'ampiezza descrittiva, come documento siglato da Celestino V, che non si trova altrove. Dettaglia, in modo specifico, ciò che si deve fare e ciò che si ottiene attraversandola «sinceramente pentiti e confessati». Qualcosa di unico e prezioso, nella storia della Chiesa.
Walter Capezzali, storico e presidente della deputazione di storia patria, parla di «un obiettivo che L'Aquila merita da tempo».
All'inizio di dicembre il Comitato interministeriale si esprimerà sulla candidatura. Una strada lunga, iniziata nel 2010.
«Fu in quell'anno che il professor Francesco Sabatini, ex presidente dell'Accademia della Crusca, accennò alla possibilità di un riconoscimento Unesco per la Perdonanza. Pensammo subito ad un contatto con il ministero dei Beni culturali che suggerì di evitare l'opzione del riconoscimento di sito storico, legato alla basilica di Collemaggio, ma di orientarsi su quella dei beni immateriali. L'iniziativa trovò dei contasti durante la prima presentazione e il riconoscimento fu rinviato. Siamo, adesso, all'ultimo tentativo«.
Quale valore aggiunto porterebbe all'Aquila?
«Tutti i siti inseriti nella lista dei beni immateriali diventano automaticamente oggetto di comunicazione da parte dell'Unesco e rientrano nelle attività intraprese a livello mondiale facendo registrare un aumento delle presenze, in particolare legate al turismo religioso. Pensiamo al contatto con il Perdono di Assisi, che precede di un mese circa la Perdonanza e che, nonostante non sia suffragato dalla presenza di una Bolla, ha la stessa valenza».
Dove si annida l'unicità della Perdonanza?
«Tra le pieghe di un documento che, per ampiezza descrittiva, è unico e solo. Un documento che specifica bene cosa fare per tornare alla purezza del battesimo e cosa si ottiene. La Perdonanza è un regalo, gratuito, che si ottiene rispettando i dettami della Bolla celestiniana. Una gratuità eccezionale in quanto la volontà di Celestino V era di facilitare l'ottenimento dell'Indulgenza plenaria che fino a quel momento si potevano ottenere solo con i pellegrinaggi o con importanti elargizioni fatte alla Chiesa».
L'aspetto religioso rimane centrale?
«Va evitato di continuare a celebrare la Perdonanza come una ricostruzione storica. Un aspetto che da sempre è collante tra i quattro capo-quarti: resta l'evento più importante della città dell'Aquila, che unisce aspetti storici e una valenza spirituale elevatissima, ma non è una rievocazione storica. Gli aquilani si devono dare una mossa. Siena vive l'intero anno con il Palio, con una doppia edizione che richiama turisti da tutto il mondo. Limitare la Perdonanza a una settimana di celebrazioni è riduttivo».
Ha qualche idea, a tal proposito?
«Creare le feste delle chiese dei capo-quarti, ad esempio: San Marciano, Santa Giusta, San Pietro a Coppito e Santa Maria Paganica, che dovrebbero essere alimentate dagli aquilani intra-menia, ma anche dal territorio circostante. È fondamentale ricreare un clima di condivisione e di identità e tramandare il senso più profondo del messaggio di Celestino».
Monica Pelliccione
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