La casa di San Franco rischia di sparire

L’AQUILA. A Roio Piano sta sparendo definitivamente la casa natale di San Franco. L’allarme arriva dallo storico di Roio Fulgenzio Ciccozzi, che in una nota scrive: «A Roio Piano, in una traversa di...
L’AQUILA. A Roio Piano sta sparendo definitivamente la casa natale di San Franco.
L’allarme arriva dallo storico di Roio Fulgenzio Ciccozzi, che in una nota scrive: «A Roio Piano, in una traversa di via Cavour, c’è, o meglio c’era, la casa natia di San Franco. Del fabbricato è rimasto davvero poco: il residuo di una nicchia che conteneva la statua del religioso (la cui cornice in legno è posta in bilico su ciò che resta della facciata in disfacimento) e il portale in pietra con la scritta “Memorie di Casa San Franco”. Non che prima del terremoto quel fabbricato avesse ricevuto chissà quale tipo di attenzione che l’importanza del luogo avrebbe richiesto, ma almeno era coperto e aveva un minimo di dignità. Dunque, dal 2009 in poi, ha subìto un’inesorabile involuzione e adesso la casa non c’è più. Quello che preoccupa è che gli unici segni identificativi – il portale e i pezzi che lo compongono – si possano disperdere. Ci sono soltanto i modesti appoggi murari laterali e la chiave di volta che lo mantengono ancora in piedi. Non so per quanto altro tempo ancora. Le pietre non sono di particolare pregio. Il vero valore va ricercato in ciò che rappresenta: San Franco, e con esso la storia della sua comunità. Mi auguro che coloro i quali sono preposti a preservarlo possano intervenire e metterlo in sicurezza. Temo che perdere questo piccolo tesoro sia un’ulteriore sconfitta per Roio Piano e per chi, in futuro, cercherà di ricomporre alla comunità un abito che per troppo tempo è rimasto sgualcito», conclude amaramente Ciccozzi.
SAN FRANCO
San Franco nacque a Roio sotto il pontificato di Adriano IV (1154-1159) da famiglia di contadini benestanti. Sotto la guida di un sacerdote del paese fece i primi studi. Entrò poi nel monastero benedettino di San Giovanni Battista di Lucoli, dove rimase venti anni, dopo i quali si allontanò per vivere da eremita. È molto venerato a Roio, ad Assergi e in tante altre località. La sua festa liturgica è il 5 giugno. (g.p.)

