La casa è troppo piccola per il disabile trasferito

5 Agosto 2016

Maurizio Gala (44 anni) non può guidare a causa di una invalidità agli occhi Da Coppito 2 a Sant’Antonio ma l’alloggio ha una stanza e un bagno in meno

L’AQUILA. Disabile costretto ad adattarsi in un alloggio di piccole dimensioni, dove non riesce neppure a muoversi. Di case disponibili, secondo il Comune, al momento non ce ne sono. È una delle tante storie del post-terremoto. Storie che corrispondono a vite e famiglie, disagi sociali e appelli troppo spesso inascoltati. Maurizio Gala, 44 anni, aquilano, è affetto da una patologia che lo rende inabile al 48 per cento. Dopo il sisma del 2009 gli è stato assegnato un alloggio nel progetto Case di Coppito 2, una delle piastre soggette a sgombero in seguito a problemi strutturali. Ma il Comune lo ha trasferito in un appartamento più piccolo, di due sole stanze, in località Sant’Antonio. Il suo è uno sfogo amaro. «I cittadini aquilani non godono tutti dello stesso trattamento, ma vengono classificati in terremotati di serie A e B. Ho un’invalidità al 48 per cento e vivo con mia madre, che ha 73 anni», spiega Gala, «a febbraio 2010 mi è stato assegnato un appartamento di medie dimensioni a Coppito 2, in uno stabile del progetto Case, con due camere e due bagni. In seguito al trasloco obbligatorio richiesto dal Comune, in quanto in una piastra laterale alla nostra dove è crollato un solaio, mi è stata assegnata una nuova casa, a Sant’Antonio, dove avevo già fatto, in passato, domanda di trasferimento». Il problema è nelle dimensioni dell’alloggio, «che non mi consentono di muovermi liberamente», afferma Gala, «vista la mia invalidità. Ma ciò che più irrita è che il Comune mi ha negato la possibilità di avere una casa più grande, affermando di non averne a disposizione. Nello stesso tempo, però, ha assegnato a un’anziana signora un alloggio al primo piano, nella stessa palazzina del complesso di Sant’Antonio, con quattro locali, due camere e due bagni». A nulla sono servite le proteste di Gala che ha segnalato il problema agli uffici competenti. «Il personale addetto al servizio è in ferie. Ho parlato solo con un impiegato che mi ha prospettato, come unica alternativa, il trasferimento in un’altra zona, nello specifico a Sant’Elia, ben lontano dal mio posto di lavoro. Trasferimento che sono stato costretto a rifiutare, in quanto non ho la patente a causa dell’invalidità e mi sposto solo con mezzi pubblici».

Gala fa appello al Comune «e al senso civico che dovrebbe contraddistinguere sempre chi amministra», dice, «non pretendo di ottenere un appartamento di grandi dimensioni, ma uno solo spazio vivibile e idoneo al problema fisico che mi crea la condizione di inabilità». Gala va oltre: «Il Comune dovrebbe adottare criteri uguali per tutti ed evitare disparità di trattamento tra i cittadini. Da oltre sette anni viviamo una situazione di disagio dovuta al sisma, che produce effetti negativi a livello psicologico e sociale. Non abbiamo più la nostra casa e ci troviamo costretti a vivere nel progetto Case, che rappresenta comunque una sistemazione provvisoria», aggiunge , «sarebbe opportuno che l’amministrazione comunale tenesse conto delle esigenze di famiglie con particolari problematiche». Gala chiede un incontro urgente con il sindaco Massimo Cialente: «Faccio appello alla sensibilità del primo cittadino affinché prenda a cuore la mia vicenda e quella di tanti aquilani che si trovano nelle mie stesse condizioni», conclude, «se c’è una graduatoria per l’assegnazione degli alloggi, la stessa va rispettata seguendo regole e norme precise. Senza scorciatoie per alcuni e limitazioni per altri».

Monica Pelliccione

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