La Casini silura il segretario generale

Il sindaco prepara una riorganizzazione in Comune. E per la nuova giunta svelato un accordo pre-elettorale
SULMONA. Oggi ci sarà la proclamazione ufficiale, ma il nuovo sindaco di Sulmona (così preferisce essere chiamata e non al femminile perché «è più istituzionale»), si è messa già al lavoro. E come annunciato in campagna elettorale il primo provvedimento di Annamaria Casini sarà mettere mano alla macchina amministrativa che dovrà essere più efficiente e al servizio dei cittadini. «C’è molto da fare e da cambiare per consentire ai cittadini di avere risposte rapide e certe alle loro esigenze».
E il primo a farne le spese sarà il segretario generale Gianpaolo Santopaolo, che entro due mesi sarà sostituito. Lo ha annunciato il nuovo sindaco nel corso della conferenza stampa in cui ha analizzato il risultato elettorale facendo l’analisi politica della situazione e annunciando le sue prime mosse da primo cittadino. «Confidavamo in un risultato così largo, abbiamo lavorato per questo», ha detto Casini. «Partivamo da un vantaggio chiaro ottenuto al primo turno e abbiamo cercato di avviare discorsi di condivisione con altre forze e movimenti politici senza però fare apparentamenti. Una scelta che ci ha premiati mentre, al contrario, l'atteggiamento poco costruttivo del nostro avversario e la scelta di apparentarsi con Forza Italia sono stati puniti con una vera e propria debacle. Siamo soddisfatti di aver tenuto la barra dritta, ma non ci è piaciuto il clima di scontro dovuto soprattutto al nervosismo palesato dal nostro avversario. Non è il tipo di politica che mi piace, non è la politica che voglio. Il confronto deve essere duro ma leale e sempre costruttivo. Spero che in consiglio comunale si possa avviare un confronto diverso, mettendo al centro il bene comune della città».
Vicino a lei i suoi giovani consiglieri comunali e Nicola Angelucci il quale, esibendo numeri e grafici, ha fatto l’analisi del voto partendo dalla strategia messa in atto per colmare il gap iniziale che divideva Annamaria Casini dal più conosciuto Bruno Di Masci. «Alla fine del mese di marzo abbiamo fatto un sondaggio che ci ha portato un dato che ci diceva che tra Casini e di Masci c’erano 30 punti di differenza a livello di conoscenza. Gap che abbiamo cercato di colmare con una campagna elettorale innovativa e con un programma che è scaturito dalla base, fatto con la gente e tra la gente, insieme a tutti i 96 candidati. Un blocco granitico che ci ha consentito di portare avanti una campagna elettorale di grande sostanza con la quale siamo riusciti a entrare in tutte le case dei sulmonesi».
Angelucci è poi entrato dentro i numeri. «A partire dalla scelta di apparentarsi con Forza Italia, la strategia portata avanti da Di Masci è stato un fallimento», ha sottolineato Angelucci, «l’apparentamento, infatti, ha portato al decremento dei voti rispetto al primo turno con una perdita di 1.100 consensi».
L’ex presidente del consiglio dell’amministrazione guidata da Fabio Federico ha quindi evidenziato che gli elettori della Casini hanno espresso il voto di genere più alto di tutte le altre liste 1,37 di contro a 1 per Di Masci. Nel senso che un elettore su tre ha espresso due preferenze indicando sulla scheda il nome di un uomo e una donna.
Ma numeri a parte, in città impazza il toto-giunta. Saranno cinque gli assessori che affiancheranno la Casini. I patti pre-elettorali sono questi: un assessore al Movimento democratico, un altro ai Socialisti e un terzo ad Alleanza per Sulmona. Gli altri due verranno scelti fra le altre tre coalizioni: Sulmona al centro, Adesso Sulmona e Obiettivo 2026. I nomi? Entro stasera o al massimo domattina verranno sciolte le prime riserve. In ballo restano Mariella Iommi, Antonio Iannamorelli, Giorgio Davini, Luisa Taglieri e Paolo Alessandroni. L’ultima parola spetterà all’assessore regionale Andrea Gerosolimo.
Claudio Lattanzio
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