La centrale a biogas si farà Via libera dalla Regione

La dirigente Flacco firma l’autorizzazione al contestato impianto di Collarmele La società: «La struttura verrà monitorata, a breve un incontro pubblico»
COLLARMELE. Il nuovo impianto di biogas nel Fucino si farà. La Biometano Energy, che ha presentato il progetto, ha ottenuto l’ok a realizzare la struttura. L’autorizzazione porta firma di Iris Flacco, dirigente del Dipartimento regionale opere pubbliche e politiche energetiche e responsabile unica della procedura. È stato un iter lungo e travagliato, ricco di polemiche. Sono trascorsi sei mesi, infatti, dalla Conferenza dei servizi, tenutasi in Regione il 5 agosto, in cui gli Enti interessati, dall’Arta al Dipartimento agricoltura, dalla Asl ai vigili del fuoco, si erano espressi a favore dell’impianto. La ferma opposizione però di Collarmele, nel cui territorio è previsto l’impianto, e dei due Comuni confinanti, San Benedetto dei Marsi e Pescina, sostenuti dal comitato “Insieme per la tutela della salute, ambiente e territorio”, ha fatto segnare al procedimento una battuta d’arresto. Sul tavolo della Flacco è piovuta una serie di documenti, da parte della società e dei Comuni, a sostegno delle rispettive posizioni. La dirigente regionale ha esaminato la regolarità della procedura e ha tenuto conto del decreto legislativo del dicembre 2003 col quale l’Italia ha recepito la direttiva europea che promuoveva l’energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili al fine di proteggere l’ambiente e ridurre l’utilizzo di combustibili fossili.
La Biometano Energy, nell’esprimere soddisfazione per l’esito della vicenda, non esita a cogliere l’aspetto positivo dei rilievi mossi dai Comuni. Che sono serviti alla Regione a subordinare l’autorizzazione «a una serie di prescrizioni e di monitoraggi che lo renderanno probabilmente l’impianto più controllato d’Italia».
«L’impianto», spiega la società, «nasce all’interno di una filiera agricola, ben definita e a circuito chiuso, quale ottimo esempio di economica circolare. Verrà alimentato con sottoprodotti che verranno conferiti da numerose aziende agricole e zootecniche del territorio e immessi all’interno di digestori ermeticamente sigillati».
Oltre al metano, l’impianto produrrà il digestato, che verrà utilizzato dagli agricoltori come fertilizzante. «La società», annuncia Claudio Peraino, socio e portavoce della Biometano, «convocherà a breve una riunione pubblica per rispondere alle domande della popolazione, del comitato e degli amministratori comunali. Inviteremo anche le associazioni e la dottoressa Flacco».
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