La Cgil: «Dare subito certezze ai vincitori del concorsone»

13 Ottobre 2017

L’AQUILA. Sul piede di guerra i dipendenti impiegati nella ricostruzione. Si tratta dei vincitori del cosiddetto concorsone, assunti a tempo indeterminato, ma che nelle maglie della legge si...

L’AQUILA. Sul piede di guerra i dipendenti impiegati nella ricostruzione. Si tratta dei vincitori del cosiddetto concorsone, assunti a tempo indeterminato, ma che nelle maglie della legge si ritrovano nella condizione di “rapporto a tempo determinato”. Un caso unico, che coinvolge sia i 128 lavoratori del Comune dell’Aquila sia i 72 impiegati nei comuni del cratere. Secondo la Cgil, «è urgente riaprire il confronto con istituzioni, parti sociali e governo, con il coinvolgimento anche del Dipartimento della Funzione Pubblica, per trovare le soluzioni di continuità ai tanti lavoratori impegnati nei processi di ricostruzione edilizia, sociale ed economica del cratere sismico». Il sindacato da tempo ha evidenziato la necessità di affrontare in modo organico e definitivo il problema del personale impegnato nella filiera della ricostruzione ai vari livelli istituzionali: Comune dell’Aquila, Comuni del cratere, uffici speciali e Utr. «Tale urgenza», spiegano il segretario Fp-Cgil Francesco Marrelli e il segretario provinciale Cgil Umberto Trasatti, «risponde alla necessità di dare certezze ai processi di ricostruzione e ai lavoratori che sono costretti a fare i conti con scadenze contrattuali e normative ormai non più sostenibili. Infatti, la legge Barca, al fine di fronteggiare le esigenze connesse alla ricostruzione nei comuni della regione colpiti dal sisma, ha autorizzato il Comune dell’Aquila, i comuni del cratere e il Mit ad assumere a tempo indeterminato 300 lavoratori, di cui 128 al Comune dell’Aquila e 72 ai Comuni del cratere. La stessa legge ha introdotto un irragionevole e incomprensibile termine del 2021, data “presunta” di fine ricostruzione, entro il quale il personale in sovrannumero sarà assorbito secondo le ordinarie procedure vigenti». La vertenza interessa anche i 25 lavoratori dell’Usra, i 25 lavoratori dell’Usrc, a cui si aggiungono gli ulteriori 56 lavoratori del Comune dell’Aquila tutti contrattualizzati a tempo determinato e con scadenza. «La soluzione, che dovrebbe essere adottata nella prossima legge di Stabilità e che riguarda nello specifico l’eventuale proroga al termine del 2021 per i lavoratori assunti con concorso Ripam e l’eventuale proroga alla scadenza dei contratti a termine, è da ritenersi errata per i primi», sottolineano Marrelli e Trasatti, «e parziale per i secondi e rischia di confliggere con una soluzione definitiva e utile a soddisfare le esigenze dei lavoratori».(r.s.)
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