La Cgil: «Pochi rinforzi tra gli insegnanti»

27 Luglio 2021

Del Biondo: «Inadeguato il contingente assegnato alla provincia per garantire il distanziamento»

L’AQUILA . «Il contingente per le assunzioni per la provincia dell’Aquila, autorizzato dal ministero dell’Economa non sarà sufficiente a coprire tutte le cattedre che anche per il prossimo anni saranno affidate a docenti precari».
A lanciare l’allarme in vista della riapertura delle scuole, con le regole del distanziamento anti-contagio, è Miriam Anna Del Biondo, segretaria provinciale della Flc Cgil. I numeri riportati dal sindacato indicano per la provincia dell’Aquila l’assunzione di 340 docenti avallata dal ministero. Si tratta di un numero che, per la Cigl, non potrà garantire il minor affollamento delle classi e di conseguenza il distanziamento, considerata anche «l’inadeguatezza dell’edilizia scolastica della nostra provincia, con particolare attenzione ad alcuni comuni come, ad esempio, Sulmona e L’Aquila», spiega Del Biondo, «in quest’ultimo caso piani su piani di ricostruzione post sismica delle scuole non hanno mai progredito e, dopo ormai dodici anni, ci siamo abituati all’edilizia d’emergenza e a non avere un progetto di città in cui la ricostruzione delle scuole dovrebbe essere centrale». Nonostante le indicazioni del Comitato tecnico scientifico (Cts) sulle misure necessarie a tutela di studenti personale, a detta drlla Cgil sia il governo che le istituzioni territoriali non hanno messo in campo una pianificazione «tale da evitare che la scuola possa rappresentare un’occasione particolarmente importante per la diffusione del contagio».
Il rischio, sempre a detta del sindacato, si può evitare «soltanto agendo su quelle che lo stesso Cts definisce insufficienti “condizioni strutturali logistiche esistenti nei presidi scolastici”, ossia prevedendo un abbassamento del numero degli alunni e delle alunne per classe che comporta chiaramente un deciso aumento dell’organico». Il contingente assegnato al territorio provinciale, però, non basterà a raggiungere questo obiettivo. «Questi numeri», evidenzia Del Biondo, «rappresentano il fallimento delle politiche scolastiche sul precariato e sul reclutamento, ma soprattutto rappresentano una mancata volontà da parte di chi governa ad affrontare difficoltà che il Covid ha soltanto fatto emergere nella loro drammaticità. Neanche la necessità di garantire una scuola sicura, relativamente alla possibilità del contagio, ha rappresentato la molla per superare un insieme di carenze che investono il sistema scuola direttamente e indirettamente, come ad esempio il mai risolto nodo dei trasporti e, più in generale, dei servizi a cui la scuola afferisce». La Flc Cgil assicura comunque che non smetterà di chiedere «tutte le misure necessarie perché sia garantita una scuola pubblica sicura e di qualità, perché la piaga del precariato sia risolta e perché le famiglie possano mandare i figli e le figlie a scuola in tranquillità».