La Cgil: scuole senza personale Ata

4 Maggio 2022

Del Biondo lancia l’allarme: «In provincia la situazione è molto preoccupante»

L’AQUILA. Senza organico Covid, dal prossimo anno, e con una carenza che si trascina da tempo. Diventa problematica, secondo la Flc Cgil, la situazione del personale Ata in provincia. La presenza di istituti comprensivi, con tante sedi distribuite sul territorio, aumenterà i disagi mettendo anche a rischio il funzionamento delle scuole. A prendere la parola, dopo il tavolo di ieri con l’Ufficio scolastico provinciale, è Miriam Anna Del Biondo, della segreteria generale Flc Cgil: «Per quanto non si riscontrino decrementi e vi sia una sostanziale conferma dei numeri dell’anno precedente», dice Del Biondo, «la situazione dell’organico Ata in provincia si conferma problematica. Una provincia con una tale complessità territoriale è strangolata da una distribuzione di personale che avviene sulla base di parametri stringenti come quelli stabiliti dall’ormai storico Dpr 81 del 2009, mai modificato nonostante gli impegni più volte ribaditi da molta politica». Ad aggravare la situazione, il fatto che il prossimo anno scolastico non sarà riconfermato il cosiddetto organico Covid: «Si tratta di un organico aggiuntivo», spiega Del Biondo, «che ha permesso negli ultimi due anni scolastici, dopo l’inizio della pandemia, una migliore organizzazione degli spazi e ha dato un respiro alle situazioni di maggiore sofferenza nella nostra provincia. Ma ha anche permesso a molte persone di poter finalmente avere un incarico di lavoro, seppur precario. Tornare dopo oltre due anni a una situazione quo ante significa non poter garantire un regolare servizio. Il cosiddetto organico Covid si è reso necessario proprio a causa di insufficienti dotazioni e di edifici scolastici non adeguati a garantire misure di sicurezza». L’appello: «Ci chiediamo per quanto ancora potrà reggere una situazione come quella delle scuole in questa provincia», conclude, «se non si arriverà ad avere tavoli tecnici dedicati, dove siedano tutti gli attori, e se la politica non darà priorità alla salvezza delle aree interne». (r.s.)
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