La Cgil: servono nuove norme e sanzioni per furbi e disonesti
L’AQUILA. «Qualcuno pensava che ditte furbe e scorrette certificassero da sole la propria disonestà? La vera soluzione sta nel cambiare la norma. Prevedere – quando si autorizza il versamento del Sal...
L’AQUILA. «Qualcuno pensava che ditte furbe e scorrette certificassero da sole la propria disonestà? La vera soluzione sta nel cambiare la norma. Prevedere – quando si autorizza il versamento del Sal a favore di un’impresa – una certificazione inerente gli avvenuti pagamenti (ai subappaltatori e ai fornitori) da parte di quella ditta è certamente corretto. C’è da chiedersi però se aziende scorrette o mafiose, alle quali... si affida la responsabilità di autocertificare la propria correttezza, dinanzi al denaro si lascino intimidire dal reato di responsabilità penale legato alle autocertificazioni false».
A intervenire sulla questione delle false autocertificazione per ottenere i pagamenti dei Sal, è la Cgil attraverso il segretario Umberto Trasatti, secondo cui «non convince il fatto che non si ricorda (o si finge di non ricordare) che il rischio che scoppiasse uno scandalo come questo fu segnalato proprio da noi oltre un anno fa. Era il 31 luglio 2013 e in una nota alla stampa spiegavamo già allora di aver evidenziato il problema ma che nessuno, a partire dalla politica, aveva dato ascolto alle nostre preoccupazioni. Al punto che la legge in vigore oggi fu approvata senza tenere in nessuna considerazione i nostri timori, senza modificare le norme sul pagamento dei Sal e persino tornando indietro rispetto al dialogo e al confronto che avevano contraddistinto i rapporti con i sindacati sui temi della ricostruzione. Non sono le aziende che frodano i subappaltatori e i fornitori (oltre i lavoratori, naturalmente...) a poter autocertificare la bontà dei propri comportamenti. E neppure si può rivolgere un generico appello alla correttezza alle ditte iscritte a questa o quella organizzazione imprenditoriale. Ciò che serve sono norme nuove e regole certe, con le relative sanzioni a carico dei furbi e dei disonesti che aumentano i loro conti in banca a scapito di altre imprese evidentemente ricattabili o in posizione subalterna. Se davvero vuole cambiare rotta, la politica ha davanti a sé una grande occasione: la nuova legge sulle regole della ricostruzione che il Parlamento discuterà all’inizio del 2015. È quello il momento per mettere nero su bianco, una volta per tutte, i compiti di ciascun attore della ricostruzione, rivedendo anche (nelle procedure di pagamento dei Sal) la responsabilità e il ruolo dei presidenti dei consorzi, del direttore dei lavori e degli amministratori di condominio. In modo che l’autocertificazione non resti il sistema più comodo per le aziende disoneste».
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