La chiesa della Tomba riapre le porte ai fedeli

Centinaia di persone alla cerimonia e al corteo guidato dal vescovo Spina Il restauro, costato oltre 700mila euro, è andato avanti per oltre un anno
SULMONA. La riapertura della chiesa di Santa Maria della Tomba, in occasione della domenica delle Palme, diventa un evento per la città.
Ieri alla cerimonia hanno partecipato centinaia di persone, commosse e felici, per il rientro nella chiesa dopo oltre un anno di chiusura per i lavori di consolidamento e restauro. Alle 17 dalla chiesa della Madonna del Carmine è partito il corteo guidato dal vescovo, monsignor Angelo Spina e dal parroco don Gilberto Uscategui, a seguire i confratelli del pio sodalizio di Santa Maria di Loreto, i bambini e tanti fedeli.
Il vescovo ha bussato per tre volte al portone della chiesa di piazza Plebiscito poi ha preso il via la funzione religiosa a cui hanno partecipato, tra gli altri, il sindaco Peppino Ranalli, il funzionario della Sovrintendenza Anna Colangelo e Paolo Cui del Consorzio Arcobaleno che ha curato i restauri.
«Con gioia rientriamo in questa chiesa», ha detto monsignor Spina, «la più bella e staticamente più sicura. La comunità parrocchiale ha affrontato, nell’ultimo anno, tanti disagi per la chiusura. La riapertura in occasione della domenica delle Palme non è casuale e ci riporta all’ingresso di Gesù nella città di Gerusalemme, la città santa e anche noi», ha aggiunto, «siamo entrati con gioia e commozione in questa chiesa. Dobbiamo cogliere il senso spirituale degli avvenimenti, la chiesa è la dimora di Dio, è un luogo di preghiera. La chiesa di Santa Maria della Tomba, ripulita e luminosa, ci deve ricordare che Dio si è fatto uomo e la vera chiesa siamo noi fedeli, battezzati».
Il vescovo ha benedetto i fedeli e la chiesa. «Questa sera», è intervenuto don Gilberto, «rinnoviamo l’impegno della nostra comunità parrocchiale». La chiesa di Santa Maria della Tomba è al centro dei riti della Settimana Santa cittadina che prendono il via domani con il sorteggio, nei pii sodalizi di Santa Maria di Loreto e della Santissima Trinità che curano la processione del venerdì santo e la Madonna che scappa, dei confratelli che porteranno le statue nel corso delle manifestazioni religiose.
Il restauro della chiesa, costato circa 722mila euro e durato oltre un anno, ha interessato tutti gli elementi architettonici: facciata, navate centrali e laterali, zona absidale e transetto, campanile, sagrestia e corpi secondari. Dopo il sisma del 2009, nella chiesa erano state riscontrate delle vulnerabilità strutturali, da qui la necessità di svolgere interventi di consolidamento statico e restauro conservativo.
Chiara Buccini
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