La chiusura slitta di altri due anni

13 Novembre 2016

Governo al lavoro per una terza proroga dal 2018 al 2020 Con la soppressione a rischio la tenuta economica della città

AVEZZANO. Una proroga di altri due anni al provvedimento di chiusura dei cosiddetti tribunali minori, compreso quello di Avezzano. La soppressione del Palazzo di giustizia di via Corradini scatterà dunque nel 2020 e non più nel 2018. La norma alla quale si sta lavorando sarà pronta entro la primavera 2017. La senatrice Federica Chiavaroli, sottosegretaria alla Giustizia del governo Renzi, ha incontrato una delegazione composta dal parlamentare Filippo Piccone, dal procuratore di Avezzano, Andrea Padalino Morichini, dal presidente del tribunale marsicano, Eugenio Forgillo. All’incontro era presente anche Massimo Verrecchia, avezzanese a capo della segreteria della Chiavaroli. Si profila dunque una terza proroga per tenere in vita il tribunale di Avezzano, la cui paventata soppressione ha scatenato proteste a non finire. Oltre a quello di Avezzano si prevedono le chiusure dei tribunali di Sulmona, Vasto e Lanciano. La prima proroga era già contenuta nel decreto del governo, dal 2012 al 2015 (emendamenti 5 bis), ed era motivata dalla ricostruzione post-sisma del tribunale dell’Aquila e del circondario e dai lavori in corso, sempre in conseguenza del sisma, in quelli di Chieti. Il secondo rinvio era arrivato con il decreto “Milleproroghe 2013” che, con l’emendamento 3.0.1, aveva fatto scivolare i termini fino al 2018, con la senatrice del Partito democratico Stefania Pezzopane come prima firmataria e cofirmato anche dai senatori abruzzesi Federica Chiavaroli del Nuovo centrodestra, Enza Blundo e Gianluca Castaldi del Cinque stelle, Antonio Razzi e Paola Pelino di Forza Italia. Già l’anno scorso l’onorevole Piccone aveva provato la strada del rinvio inserendo una norma all’interno del decreto “Milleproroghe”. Alla base della prosecuzione dell’attività vi sarebbe stata l’impossibilità, per il tribunale dell’Aquila, di decidere i ricorsi e i procedimenti pendenti nei tribunali di Avezzano e di Sulmona. Secondo Piccone la struttura aquilana non sarebbe stata idonea a ospitare gli uffici giudiziari e i nuovi parcheggi. Proposta bocciata perché ritenuta prematura e difficilmente percorribile di nuovo visto che i lavori nel palazzo di giustizia all’Aquila sono quasi ultimati.

Il dibattito attorno alla sopravvivenza degli uffici giudiziari della Marsica si è riacceso in questi giorni, dopo che negli anni passati c’erano state mobilitazioni in città o a Roma. Dibattito innescato dalla recente sentenza della Corte costituzionale. I giudici della Consulta hanno accertato la legittimità della soppressione del tribunale di Avezzano rigettando l’ultimo ricorso sollevato dal Tar dell’Aquila.

I ricorrenti – Ordine degli avvocati di Avezzano e alcuni dipendenti del ministero della Giustizia – ritenevano che «la disposta soppressione degli uffici giudiziari di Avezzano fosse allo stato inefficace perché avverrebbe prima del termine normativamente previsto per l’esercizio della delega e senza prevedere, per i soli uffici giudiziari abruzzesi, un adeguato termine per adottare disposizioni integrative e correttive dei decreti legislativi delegati».

Ciò non ferma la battaglia. E un rinvio di due anni in attesa, come sperano nella Marsica, di cancellare la riforma della geografia giudiziaria.

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