La Cisl: in ospedale poche ostetriche e turni stressanti
La Uil chiede la mobilitazione dei sindaci contro i tagli Asl Continua lo stato di agitazione proclamato dalla Cgil
L’AQUILA. «All'ospedale San Salvatore dell'Aquila mancano le ostetriche». Si tocca con mano, la carenza di personale nella Asl Avezzano-Sulmona-L’Aquila. L’ultimo caso, denunciato dalla Cisl, riguarda il reparto di Ostetricia, dove si lavora in emergenza, con inevitabili ripercussioni anche sul servizio offerto. Intanto, la Uil chiede la mobilitazione dei sindaci del territorio contro i pesanti tagli operati dalla Regione. E la Cgil ha proclamato, nelle scorse settimane, lo stato di agitazione dei dipendenti. Secondo i sindacati, nella pianta organica mancherebbero almeno 500 unità. Si attendono risposte dall’assessore regionale alla Sanità, Silvio Paolucci, che si era impegnato a rivedere il taglio di 5,3 milioni di euro.
OSTETRICIA. «C'è un forte fermento», afferma il coordinatore Cisl-Sanità della provincia dell’Aquila, Gianfranco Giorgi, «tra il personale di Ostetricia, a causa dei turni pesanti a cui sono sottoposte le ostetriche. A fronte di 12 unità, un limite minimo rispetto alle reali esigenze di servizio, all'interno del reparto si crea puntualmente una situazione d'emergenza: nello specifico, poiché alcune ostetriche non possono effettuare i turni di notte ed altre usufruiscono della legge 104, strumenti tra l'altro previsti per legge, non si riescono a coprire tutti i turni settimanali». Una situazione che comporta un sovraccarico di lavoro: saltano così anche i riposi, ad eccezione dello smonto-notte. «Tale situazione è inaccettabile», aggiunge Giorgi, «in quanto comporta da una parte un rischio per l'utenza a causa dei turni troppo stressanti a cui sono sottoposte le ostetriche, dall'altra un'inadeguatezza del compenso economico considerando che gli straordinari non vengono retribuiti dalla Asl. Basti pensare che ci sono lavoratrici che hanno accumulato, dal 2006, anche 300 ore di straordinario non pagato». Giorgi ricorda che 8 delle 12 ostetriche del San Salvatore sono lavoratrici precarie e sollecita un intervento della Asl, per potenziare l’attuale organico.
SINDACI. «La sanità di tutta la provincia», dichiara Antonio Ginnetti della Uil-Fpl, «è al collasso. Per questo motivo lanciamo un appello a tutti i sindaci del territorio e al Comitato ristretto dei sindaci, affinché facciano corpo unico contro i tagli insopportabili che la Regione Abruzzo sta applicando nei confronti dei cittadini della provincia aquilana». La Uil esprime grande preoccupazione, sia per i servizi alla popolazione che per i lavoratori, «ormai allo stremo delle forze», e sottolinea che «l’assessore regionale alla Sanità, Silvio Paolucci, aveva promesso un ridimensionamento del taglio previsto sul personale, recuperando fondi da altri capitoli di spesa. Ma al momento nulla è stato fatto. Intanto, stanno partendo decine e decine di segnalazioni alla Direzione provinciale del lavoro da parte dei tanti operatori sanitari, che non vedono rispettare la legge 161 del 2014, che regolamenta il diritto al riposo e al recupero psicofisico dei lavoratori che operano in sanità».
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