La città in lacrime per Nicola Angelucci

22 Giugno 2020

Ex vicesindaco con un passato da calciatore: pilastro della politica per 25 anni prima con Forza Italia e poi con Gerosolimo

SULMONA. Lottava da dieci anni con un tumore, ma era tanta la sua voglia di vivere e di fare qualcosa per la sua città da fargli superare quello che sembrava il momento più difficile della malattia. E dopo un periodo in cui si era allontanato dalla politica attiva era tornato più convinto di prima a lavorare per la rinascita e lo sviluppo di Sulmona. Solo pochi mesi fa batteva ancora i pugni sui tavoli degli uffici del Comune di Sulmona per trasmettere a dipendenti e funzionari la sua grande determinazione. Ma all’inizio dell’anno il male è tornato a tormentarlo e questa volta non gli ha lasciato scampo. Ieri mattina il cuore di Nicola Angelucci, uomo di grande spessore che ha segnato la vita politica di Sulmona e non solo negli ultimi 25 anni, si è fermato per sempre. Si è fermato dopo 61 anni di una vita intensa, nell’ospedale di Pescara. Avrebbe compiuto 62 anni il prossimo agosto.
Una notizia che ha gettato nello sconforto l’intera città e tutti quanti gli volevano bene e lo stimavano.
Fino agli ultimi mesi dello scorso anno, Angelucci è stato vicesindaco e assessore nella giunta di Annamaria Casini. Poi gli equilibri politici in maggioranza si sono spezzati e lui è stato uno degli assessori a pagare. Ma la sua militanza politica risale alla fine degli anni Ottanta. Dapprima legato al partito della Democrazia Cristiana, nel 1994 Angelucci aderì a Forza Italia, divenendo subito personaggio di rilievo nel partito di Silvio Berlusconi. Fu infatti tra i principali collaboratori dell’allora presidente della Provincia dell’Aquila, Palmiero Susi, condividendone progetti e strategie. In quello stesso periodo Angelucci fu prima assessore comunale nella giunta del sindaco Pietro Centofanti e più recentemente presidente del consiglio comunale nell’era del sindaco Fabio Federico. Stretto collaboratore dell’onorevole Sabatino Aracu, è stato uno dei pilastri della 3G, il call center che in questi anni ha dato lavoro a centinaia di giovani. Poi, dieci anni fa, il brusco impatto con la malattia, superato grazie alla sua tenacia e alla sua tempra di uomo forte. Tanto da tornare alla politica attiva come una delle colonne del raggruppamento civico messo su dall’ex assessore regionale Andrea Gerosolimo che nel 2016 ha portato alla vittoria il sindaco Annamaria Casini.
Ma Angelucci non è stato solo un militante ed esponente della politica. Da giovanissimo è stato anche un buon calciatore, terzino nelle file dell’Aurora Sulmona e, nel campionato di Promozione, con il Pratola. È stato anche allenatore, nell’Aurora Sulmona e a Scanno. Ha sempre amato lo sport e le attività ricreative, riuscendole a sommare alla sua vocazione per la politica. Da assessore volle intitolare il campo sportivo a Giancarlo Mezzetti, quello che lui considerava il suo maestro di calcio. Fu anche sodale dell’Arciconfraternita della SantissimaTrinità.
Lascia la moglie Augusta e le figlie Dalila, Erika e Nicole. Ieri pomeriggio e tornato per l’ultima volta a Palazzo San Francesco. Il sindaco Annamaria Casini ha chiesto alla moglie e alle sue tre figlie di poter allestire la camera ardente in quell’aula che per tanti anni è stato il suo teatro di battaglia, dove ha rappresentato le istanze dei cittadini in modo che tutta la città potesse rendergli merito e onorarlo prima del suo ultimo viaggio. Il feretro, accompagnato dai familiari, è stato accolto dal sindaco Annamaria Casini e dal presidente del consiglio comunale Katia Di Marzio e subito l’aula consiliare è stata meta di pellegrinaggio. Politici, amministratori, dipendenti comunali, amici e semplici conoscenti: tutti hanno voluto porgere l’ultimo saluto e inchinarsi davanti alla bara di Nicola Angelucci, sistemata sotto al gonfalone della città e vegliata dal picchetto d’onore della polizia municipale. «Sulmona perde un uomo politico dal grande spessore istituzionale, un amministratore lungimirante che, con grande entusiasmo e passione, ha condotto costantemente il suo agire politico con onestà e correttezza dimostrando grande amore per la sua Sulmona», è il messaggio istituzionale arrivato da Palazzo San Francesco a firma del sindaco Casini. «Le sue doti umane, la generosità, l’abnegazione, la grande passione politica di amministratore attento resteranno sempre impressi nel cuore di ognuno di noi e dell’intera città di Sulmona. L’aula consiliare, che lo ha visto appassionato e valido protagonista in qualità di presidente del consiglio comunale e poi vicesindaco della città di Sulmona, lo accoglie per tributargli l’ultimo e commosso saluto, con il picchetto d’onore e il gonfalone della città di Sulmona».
La camera ardente, allestita nella sala consiliare al primo piano di Palazzo San Francesco, ieri è rimasta aperta al pubblico fino alle 19. Oggi sarà riaperta dalle 9 alle 19. Domani mattina ancora alle 9, fino alla celebrazione del rito funebre che si terrà alle 11 nella chiesa di Santa Maria della Tomba.
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