La città multilingue con 3.600 stranieri

Quasi il 9% della popolazione di Avezzano arriva da oltre trenta Paesi del mondo: primato ai romeni, i cinesi sono 89
AVEZZANO. L’8,53 per cento della popolazione avezzanese è straniera. Quelle dei romeni e dei pakistani sono le etnie più rappresentate in città, seguite da algerini e lituani. Un numero che cresce di anno in anno e che spinge la pubblica amministrazione, ma anche la Asl e le scuole, ad adeguarsi alle esigenze.
I DATI. Su 42mila 603 residenti ad Avezzano, attualmente 3mila 634 sono gli stranieri. Dal 2014 al 2015 il dato è cresciuto del 3,91% facendo registrare un aumento delle presenze di comunitari o extracomunitari di 137 unità. Una percentuale significativa anche se paragonata a quella della provincia dell’Aquila, dove il la presenza di stranieri è del 7,99 per cento, o della regione Abruzzo con il 6,5%. Il dato è cresciuto in maniera esponenziale negli ultimi anni. Nel 2007, infatti, si contavano solo 2mila e 227 stranieri, mentre nel 2011 già era stata superata la soglia dei 3mila e 235. In città oggi ci sono mille e 720 uomini e mille e 914 donne, parte dei quali nati da genitori stranieri residenti da anni in città.
LE ETNIE. Analizzando i dati forniti dall’assessorato ai Servizi demografici del Comune di Avezzano si evince che il numero degli stranieri di diverse etnie presenti nel territorio è legato strettamente al lavoro svolto in città. Nel settore dell’agricoltura, per esempio, c’è molta richiesta di braccianti. Per questo dai dati emerge che le etnie maggiormente rappresentate provengono tutte dal Medio Oriente. Dal Pakistan provengono 115 residenti, di cui 104 uomini, 941 arrivano dal Marocco, seguono egiziani, algerini e kossovari. Per quanto riguarda le donne, invece, sul podio ci sono le romene, con 667 residenti, seguite da ucraine, marocchine e polacche. Le donne dell’Est sono per lo più impiegate come badanti e negli ultimi tempi anche come cameriere e bariste. Non passano inosservati i 12 venezuelani, di cui 11 donne, gli 11 cubani e i 12 americani. E i cinesi? Quelli censiti sono 89, di cui 50 uomini e 39 donne, quasi tutti impegnati nel commercio e nella ristorazione.
L’INTEGRAZIONE. L’aumento degli stranieri in città ha spinto i gestori dei servizi ad adeguarsi per poter rispondere a tutte le domande. «Stiamo attivando uno sportello, insieme con la Caritas, per impegnare gli stranieri nel servizio civile», ha sottolineato l’assessore Fabrizio Amatilli, «il problema maggiore che ci viene presentato è il lavoro, soprattutto da parte di chi ha avuto il permesso di soggiorno e poi è rimasto disoccupato. Diamo molti aiuti straordinari, come anche per gli italiani, ma la maggior parte degli stranieri si rivolge alle associazioni di volontariato». Anche sotto l’aspetto dell’assistenza sanitaria c’è bisogno di adeguarsi per offrire un servizio a chi non parla la nostra lingua. «Abbiamo realizzato una serie di iniziative per il consultorio e un vademecum per le partorienti in diverse lingue», ha spiegato Alessandra Cerone, assessore ma anche responsabile dell’Ufficio relazioni con il pubblico all’ospedale di Avezzano, «inoltre abbiamo fatto stampare anche del materiale informativo in inglese, spagnolo, francese, polacco e cinese contro la rosolia congenita. In questo modo riusciamo ad arrivare a tutti i pazienti senza avere troppe difficoltà. Quanto prima forniremo i documenti per il consenso informato anche in arabo e romeno vista l’utenza sempre più in crescita».
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