La città ritrova il suo Comune 5.363 giorni dopo il terremoto

Il sindaco cita Calvino e parla di identità recuperata. Lunedì 18 primo consiglio
L’AQUILA. Quando l’imponente portone in legno si schiude, dal gruppo di autorità presenti in piazza Palazzo parte un applauso spontaneo. Il rullo di tamburi dei figuranti in abiti d’epoca ricorda alla città il giorno di festa. Un momento di rinascita collettiva di una comunità che non conosce resa. Il primo a varcare la soglia di palazzo Margherita, a quasi 15 anni dal sisma, è il sindaco, Pierluigi Biondi. Sono trascorsi esattamente 5.363 giorni dalla notte più buia, il sisma del 6 aprile 2009 che, tra vittime e macerie, sogni e speranze, ha portato via agli aquilani anche la “casa comune”, il municipio. Un palazzo custode, nel tempo, di secoli di storia, già sede del Capitano, a metà Ottocento designato quale dimora prediletta dalla governatrice austriaca, la Madama Margherita da cui prende il nome. Un taglio del nastro che rappresenta un’altra riconquista di normalità e vita. Le finestre tirate a lucido, l’ampia scalinata in pietra bianca e la sala consiliare, riprodotta esattamente dov’era e com’era, tranne per il tricolore dipinto sulla parte che sovrasta gli scranni e per lo stemma dell’Aquila al centro della pavimentazione – che è stato scelto di non ripristinare – sono pronti ad accogliere il primo consiglio comunale programmato per lunedì 18 dicembre. Una giornata attesa da tempo, in una consecuzione infelice di ritardi e rinvii che scemano di fronte alla bellezza della memoria che torna alla luce.
«SIAMO A CASA»
Sceglie una citazione di Italo Calvino nel riferimento alla città invisibile di Zara, il sindaco, per aprire il suo discorso ufficiale: «La città non dice il suo passato, lo contiene come le linee d’una mano». «E Palazzo Margherita contiene a sua volta la felice memoria della Serenissima Madama d’Austria» come riportano alcuni atti ufficiali del XVII secolo. Parte da qui Biondi per sottolineare come «la necessità di costruire buona memoria condivisa, è un’urgenza contro l’amnesia, che un nuovo umanesimo è una necessità contro la crisi dei valori identitari». Palazzo Margherita, con il secolare bagaglio di storia, lo dimostra. «Oggi», le parole di Biondi, «la comunità aquilana recupera una parte fondamentale della propria identità».
RESTAURO COMPLESSO
Un’operazione di recupero costata 11 milioni e mezzo di euro, in parte finanziati dal programma “Il Credito cooperativo per l’Abruzzo” a cui hanno contributo in particolare le Banche di Credito cooperativo, le Casse Rurali e le Casse Raiffeisen di tutta Italia. Ma ci sarà ancora da fare, come dimostrano le pietre antiche frutto dei ritrovamenti archeologici della Sovrintendenza, durante i lavori di restauro, recuperate e accatastate in un angolo del cortile in attesa di un nuovo utilizzo per parte della pavimentazione esterna. Le indagini archeologiche, condotte fino al 2022, hanno permesso di documentare l’impianto originario dell’edificio che, come sottolineato dallo storico Walter Capezzali, «quasi o nulla conserva, oggi, rispetto al palazzo progettato da Pico Fonticulano in onore di Margherita». Gli sguardi dei visitatori, un numero ristretto per esigenza logistiche, si soffermano sulle foto scelte per adornare l’ampia scalinata di accesso: il palazzo del Governo crollato nel 2009, la visita di papa Francesco a Collemaggio, piazza Duomo illuminata dal fascio di luce blu in ricordo delle 309 vittime. Tra le stanze e i corridoi il passato sposa il futuro di una città bramosa di rinascere, a grandi passi.
CERIMONIA INTENSA
Dopo il taglio del nastro e la benedizione dell’Arcivescovo dell’Aquila, il cardinale Giuseppe Petrocchi, gli invitati sono saliti al secondo piano dell’edificio, dove al posto di alcuni uffici è stata allestita una moderna sala conferenze. Qui si è svolta la cerimonia “Nel cuore della rinascita”, aperta da un video con le testimonianze di alcuni ex dipendenti comunali. Presenti, tra gli altri, il sottosegretario di Stato, Luigi D’Eramo, i senatori Guido Liris ed Etelwardo Sigismondi, il presidente del consiglio comunale, Roberto Santangelo, consiglieri e assessori e i rappresentanti di Federcasse e Bcc Roma. Assente il presidente della Regione, Marco Marsilio, impegnato in un convegno a Roma, la sottosegretaria di Stato, Fausta Bergamotto, e l’ex sindaco, Massimo Cialente, per motivi di salute. C’erano, invece, gli ex sindaci Giuseppe Placidi e Biagio Tempesta seduti accanto a Enzo Lombardi, intervenuto pur non essendo stato invitato, come ha fatto presente, non senza polemica.
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