La città si prepara all’invasione delle penne nere

14 Settembre 2019

Ieri l’apertura del Raduno col coinvolgimento di 40 comuni Ricordato il lavoro degli alpini nell’area devastata dal sisma

L’AQUILA. Si è aperto ieri pomeriggio il IV raduno “Ricordando il Battaglione Alpini L’Aquila” organizzato dall’Associazione nazionale alpini (Ana) sezione Abruzzi – prima e seconda zona – attraverso un apposito Comitato presieduto da Gian Paolo de Rubeis. Nell’auditorium del Parco del Castello si è svolto un incontro, moderato da Massimo Alesii responsabile della comunicazione dell’Ana sezione Abruzzi, che ha avuto tre momenti. Il primo è stato aperto dal presidente della sezione Ana Abruzzi, Pietro D’Alfonso, il quale ha brevemente ripercorso la storia della Sezione che quest’anno compie 90 anni. Fu infatti fondata nel 1929 grazie all’avvocato Michele Iacobucci e oggi conta più di 200 gruppi e, in totale, oltre 10.000 iscritti. C’è stato poi l’intervento di Gian Paolo de Rubeis. «Il Raduno quest’anno», ha detto, «coincide con il Decennale del terremoto e quindi abbiamo avvertito il bisogno di commemorare le vittime e ringraziare i tanti che da tutta Italia ci sono stati vicini in momenti di grande dolore». Inoltre il Comitato è riuscito a coinvolgere nell’iniziativa oltre 40 Comuni del circondario, a sottolineare uno spirito comunitario e solidale che aggiunge forza al lavoro che si sta facendo per la rinascita della città e dei borghi. Il secondo momento è stato dedicato ai testimoni della ricostruzione e sul palco sono saliti Sergio Basti, ex direttore centrale per le emergenze dei vigili del fuoco, l’ex sindaco Massimo Cialente, il primo cittadino Pierluigi Biondi e il comandante del Nono reggimento Paolo Sandri. Basti ha ricordato l’intervento di primissima emergenza da parte dei vigili del fuoco. Nel giro di poche ore furono mobilitati 2.500 uomini e oltre mille mezzi. L’ex direttore ha poi elencato tutta una serie di attività (dal recupero dei beni nelle case in macerie, ai puntellamenti, alla messa in sicurezza della cupola di Santa Maria del Suffragio) che andarono avanti per mesi.
Cialente ha insistito su un tema che gli è caro (e sul quale proprio ieri con Giovanni Lolli ha scritto una lettera al governo) e cioè che «l’Italia, ha tutte le risorse, i saperi e le tecnologie per mettere in sicurezza il proprio patrimonio edilizio, i luoghi dove viviamo le nostre vite, nei quali scorrono le vite dei nostri giovani. Il sisma bonus è stato un primo passo, ma ha molte contraddizioni, non è completo e non è sufficiente. Va rivisto nelle priorità , nei meccanismi di finanziamento, di attuazione tecnica e operativa, concentrando anzitutto le risorse lì dove sappiamo esserci maggior rischio e partendo dal patrimonio pubblico: scuole, ospedali, edilizia residenziale pubblica, uffici pubblici. Un simile piano rilancerebbe l’edilizia e l’economia nazionale ne trarrebbe vantaggio». Biondi, su sollecitazione di Alesii, ha invece anticipato le tre cose che domani chiederà al presidente della Repubblica in visita all’Aquila. «A noi servono norme snelle – pur con controlli ferrei – per sbloccare la ricostruzione pubblica, inoltre è necessario che il nuovo governo indichi al più presto un referente per il post-sisma e infine», ha detto il primo cittadino, «chiederò al presidente che le istituzioni non cessino mai di ascoltare le sollecitazioni che giungono dai cittadini». Il comandante Sandri ha parlato dell’impegno di «ordinaria straordinarietà» degli alpini ogni volta che viene richiesto il loro intervento. Il terzo e ultimo momento è stato una tavola rotonda su “Comunicatori di crisi, protagonisti di una storia da raccontare” alla quale hanno preso parte, oltre ad Alesii, Letizia Di Tommaso responsabile comunicazione del Corpo italiano di soccorso dell’Ordine di Malta, Sara Mancini studentessa aquilana e autrice della tesi su “Comunicazione di crisi, marketing territoriale e comunità resiliente: il terremoto all’Aquila e il caso dell’88ª Adunata nazionale degli Alpini del 2015”, Stefano Martello autore con Biagio Oppi della “Carta di Rieti” sulla comunicazione responsabile nei disastri naturali. E proprio la Carta di Rieti ha fatto da filo conduttore della tavola rotonda. Si tratta di un documento-proposta che ha coinvolto professionisti e docenti di comunicazione e relazioni pubbliche partito proprio dal sisma dell’Aquila. La serata si è chiusa con un concerto della Corale Gran Sasso diretta dal maestro Carlo Mantini.
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