«La classe politica batta un colpo»

19 Luglio 2018

L’allarme di Ance e Confindustria: preoccupante questo ritardo

L’AQUILA. Una chiamata della classe politica alle proprie responsabilità. Un messaggio chiaro e netto, quello che arriva da Ance e Confindustria.
Un’approvazione del decreto terremoto sul filo di lana è quanto di meno auspicabile per le imprese che da mesi combattono una battaglia che rischia di comprometterne i bilanci. 76 milioni di euro, cifra che potrebbe lievitare di molto, non sono poca cosa, ricordano le associazioni di categoria, per un tessuto economico sfilacciato dal terremoto. «Ance e Confindustria», scrivono in una nota congiunta il presidente dell’Associazione costruttori, Adolfo Cicchetti, e il delegato alla ricostruzione degli Industriali, Ezio Rainaldi, «hanno avuto, la scorsa settimana, le più ampie rassicurazioni dal governo sull’approvazione, tra martedì e giovedì di questa settimana, della proroga al 23 settembre della presentazione della documentazione, da parte delle imprese, relativa alla restituzione delle tasse sospese dopo il sisma 2009. Ad oggi, a seguito della discussione ancora in atto alla Camera sul decreto terremoto, esprimiamo la necessaria preoccupazione, richiamando la classe politica tutta alle proprie responsabilità. L’eventuale slittamento dei termini di approvazione del decreto», sottolineano Cicchetti e Rainaldi, «avrebbe, infatti, effetti devastanti sulle categorie imprenditoriali di questo territorio. Chiediamo a tutti i rappresentanti politici, che hanno seguito la nostra vicenda, di assumere una posizione chiara e decisa, nonché improrogabile, a tutela di centinaia di aziende e migliaia di lavoratori».
Quella sulla restituzione delle tasse è una vertenza che ha visto impegnate, in prima fila, le associazioni di categoria, che hanno fatto proprie le preoccupazioni della classe imprenditoriale aquilana. (m.p.)
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