La clausura apre le porte alle 600 perle dell’archivio

23 Febbraio 2018

Inaugurazione della preziosa collezione del monastero di Sant’Amico Lavoro finanziato da Fondazione Carispaq e realizzato dalla paleografa Di Stefano

L’AQUILA. A vederlo da fuori sembra un semplice archivio. Una ventina di faldoni numerati in una stanza arredata con mobili antichi, due grandi affreschi alle pareti. E invece, dentro quell’armadio sono racchiusi oltre 600 documenti e 600 anni di storia aquilana, a disposizione degli studiosi che potranno trovarvi notizie fino a oggi inedite.
Inaugurato ieri, e contestualmente aperto al pubblico su prenotazione, l’archivio storico del monastero femminile Agostiniano di Sant’Amico. Un piccolo, ma significativo e importante luogo di storia e cultura della nostra città e del nostro territorio, recuperato nel 2001 e oggi reso fruibile alle esigenze di studiosi e appassionati, grazie al sostegno della Fondazione Carispaq e al lavoro dell’archivista-paleografa Alessia Di Stefano. Alcuni mesi fa il Centro l’aveva incontrata, immersa in un numero incredibile di pergamene provenienti da Sant’Amico, San Basilio e Santa Maria Paganica. È la prima volta che un archivio privato apre le sue porte agli studiosi esterni mettendo a disposizione i suoi tesori: circa seicento le unità archivistiche che segnano un percorso lungo 600 anni e che parte all’incirca nella prima metà del Trecento (1336) per terminare nella prima metà del Novecento (1948). Tra gli oggetti conservati spicca la lettera del vescovo aquilano Paolo di Rinaldo da Bazzano per l’istituzione di una chiesa e monastero datata 7 dicembre 1350. L’archivio è stato dichiarato di interesse storico particolarmente importante dalla Soprintendenza Archivistica e bibliografica dell’Abruzzo e Molise e durante la schedatura delle singole unità archivistiche sono stati individuati tre fondi: fondo monastero di Sant’Amico, fondo monastero di Santa Lucia e fondo ospizio dell’Addolorata.
Alla cerimonia d’inaugurazione sono intervenuti il presidente della Fondazione Carispaq Marco Fanfani e il consigliere d’amministrazione Walter Capezzali, l’arcivescovo emerito Giuseppe Molinari, il nunzio apostolico Orlando Antonini. Tra gli ospiti la soprintendente archivistica dell’Abruzzo e Molise Elena Glielmo e la Soprintendente per L’Aquila e cratere Alessandra Vittorini, l’assessore alla cultura Sabrina Di Cosimo, la madre badessa suor Gabriella Merelli e la madre vicaria suor Angela Barbieri. Nel monastero, ristrutturato dopo il sisma, sono incastonate opere d’arte straordinarie. Una per tutte, il quattrocentesco affresco della Madonna della Neve del De Litio.
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