La Cna: «Aiuti per il caro-energia»

L’associazione chiede al Comune di istituire un fondo per sostenere le imprese
AVEZZANO. La Cna, associazione degli artigiani, lancia un Sos al Comune di Avezzano, chiedendo di prevedere un «fondo salva-imprese» per contrastare il caro energia. Nelle prossime settimane decine di attività commerciali, ma anche liberi professionisti e famiglie, si troveranno a fare i conti con i tanto temuti rincari sulle bollette dell’energia elettrica. Aumenti che andranno a sommarsi alle difficoltà generate dalla pandemia. Cna a livello nazionale ha chiesto al governo Draghi un approccio organico e complessivo per affrontare il problema del caro energia avviando un tavolo con tutte le componenti del sistema produttivo. Sulla scia di quanto richiesto a livello nazionale, anche Cna di Avezzano ha rivolto «un messaggio chiaro e univoco all’amministrazione comunale» affinché «sostenga concretamente le aziende».
Il presidente dell’associazione marsicana, Francesco D’Amore, e il direttore Fabrizio Belisari sono convinti che «in attesa del varo del nuovo Decreto sostegni, è opportuno prevedere delle misure di aiuto a imprese e famiglie a livello locale, in linea con quanto ben fatto fin adesso dall’amministrazione comunale con la previsione del fondo Covid. Lo stringente bisogno è dettato dal fatto che, seppur a livello centrale si giungerà a una revisione strutturale della bolletta, c’è il forte rischio che tale manovra, dalle ricadute senz’altro positive, vada a giovare una ristretta platea di soggetti e, oltretutto, con tempi troppo lunghi». Secondo i vertici di Cna Avezzano, quindi, serve, da parte dell’amministrazione comunale, «un intervento rapido e mirato che potrebbe calmierare tali rincari su un numero ragionevolmente più elevato di imprese e famiglie. Confidiamo in un fattivo intervento, da parte delle istituzioni a livello locale, che possa restituire un po’ di ossigeno a un tessuto imprenditoriale ormai sfiancato. Il rincaro delle bollette contribuisce ad aggravare ulteriormente un quadro già abbastanza complesso, evitiamo la chiusura definitiva di imprese che a stento stanno recuperando fette di mercato e fatturati del periodo pre-pandemia». (e.b.)
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