La Coldiretti: compromesso il 20% di coltivazioni del Fucino

6 Agosto 2019

AVEZZANO. Coldiretti al fianco degli imprenditori fucensi, messi in ginocchio dall’ondata di maltempo. «Se ammontano a milioni di euro i danni provocati all'agricoltura dall'ultima violenta ondata di...

AVEZZANO. Coldiretti al fianco degli imprenditori fucensi, messi in ginocchio dall’ondata di maltempo. «Se ammontano a milioni di euro i danni provocati all'agricoltura dall'ultima violenta ondata di maltempo che ha colpito il Centro Nord, non se la passa meglio l'Abruzzo, con particolare riferimento al Fucino», sottolinea Coldiretti, «con i campi devastati dalle violente piogge di fine luglio. Nei terreni inondati, con il ritorno del sole, l'acqua si sta progressivamente ritirando, lasciando uno spettacolo disastroso. Almeno il 20% della produzione di patate, carote e finocchi è stata compromessa». Gli agricoltori, che stanno quantificando i danni causati dal nubifragio che ha colpito le zone interne, chiedono di avviare le procedure per la verifica e la richiesta dello stato di calamità. «Nel Fucino, il violento nubifragio con oltre 100 millimetri di pioggia caduta», sostiene Angelo Giommo, presidente di Coldiretti L'Aquila, «ha compromesso parte del raccolto. Sono a repentaglio le produzioni principali: patate, finocchi e carote ed eccellenze dell'orto d'Italia in campo. È stato colpito al cuore un territorio a forte vocazione agricola, in un momento particolarmente delicato, provocando danni enormi su centinaia di ettari, allagando intere coltivazioni, mettendo a rischio il raccolto di un intero anno». Gli effetti dei cambiamenti climatici, comunque, sono in forte ascesa in tutta Italia. «L’ultima ondata di maltempo», chiosa Coldiretti, «fa salire il conto dei danni provocati nelle campagne da una pazza estate in cui l'Italia è stata colpita da 462 tempeste di ghiaccio, acqua e vento: il 75% in più rispetto all'anno scorso, secondo l'Eswd la banca dati europea sugli eventi estremi. Si sta verificando una tendenza alla tropicalizzazione, che si evidenzia con una più elevata frequenza di manifestazioni violente, grandine di maggiore dimensione, sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi e intense e il rapido passaggio dal sole al maltempo, che compromettono le coltivazioni con danni per oltre 14 miliardi di euro in un decennio, tra perdite della produzione agricola nazionale e danni alle strutture e alle infrastrutture nelle campagne». (m.s.)
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