La Corsa degli zingari, torna quel rito secolare tra la gioia e il dolore

4 Settembre 2022

Sfida sul ripido crinale di 862 metri, sono 35 i corridori scalzi La showgirl Arcuri come madrina, finale con un concerto 

PACENTRO. Giù a perdifiato dalla Pietra spaccata, dove leggenda narra che si sia poggiata la Casa Santa di Nazaret nel suo trasvolo dalla Terra Santa a Loreto, a piedi scalzi, e poi in salita con il cuore in gola fino alla chiesetta all’inizio del paese. Torna oggi a Pacentro la Corsa degli zingari, giunta alla sua 572ª edizione. Oltre alle origini di devozione alla Madonna di Loreto, che Pacentro celebra proprio in questi giorni, la Corsa degli zingari avrebbe anche un’origine militare. La corsa serviva infatti per il reclutamento di soldati, a servizio delle truppe di Giacomo Caldora, il feudatario medievale che governò il paese nell’epoca medievale. Poi c’è l’aspetto socio-economico, perché vincere la corsa rappresentava una forma di riscatto sociale: girare per il paese indossando “lo vestito” realizzato con la stoffa del Palio era motivo di vanto ma anche il mezzo utile per ottenere un lavoro stabile e altre agevolazioni dai ricchi del paese. Oggi non è più così. «Oggi i giovani di Pacentro non corrono più per avere ma per essere», ha sempre sostenuto lo storico e antropologo Franco Cercone, scomparso qualche anno fa. Oggi per i pacentrani partecipare e vincere la Corsa degli zingari è segno di appartenenza al proprio paese. Anche se, alla fine della corsa, incassare i 1.200 euro previsti per il vincitore costituisce uno stimolo sufficiente per giustificare la partecipazione a una corsa massacrante e dolorosa, seppur breve. Saranno trentacinque quest’anno gli “zingari” che si contenderanno il premio. E diversamente dalle precedenti edizioni sono stati ammessi alla gara concorrenti provenienti anche da fuori. Premi in denaro sono previsti fino al sesto classificato.
Poco meno di un chilometro, 862 metri per la precisione, si corrono a piedi scalzi, di solito in circa 5 minuti. Si parte da quota 750 metri della Pietra spaccata su Colle Ardinghi per scendere lungo un ripido crinale lungo 322 metri fino al torrente Vella e risalire fino alla chiesa della Madonna di Loreto, all’inizio del paese, dove è posto il traguardo.
Quest’anno la 572esima edizione è stata celebrata con un programma ricco e variegato diluito in tre giorni che ha come madrina Manuela Arcuri. Dopo le giornata di venerdì dedicata prettamente ai giovani, così come la serata di ieri, con la discoteca all’aperto seguita dai tradizionali fuochi pirotecnici, oggi è la giornata degli “zingari”. Alle 16 è in programma la Corsa degli zingarelli, che torna dopo lo stop dovuto alla pandemia, e alle 18, la Corsa degli zingari vera e propria. Dopo le premiazioni, la giornata sarà conclusa dal concerto dei Cugini di campagna, in programma alle 21.30.
Intanto, prosegue il cammino per il riconoscimento della Corsa degli zingari quale patrimonio culturale demoetnoantropologico immateriale della comunità di Pacentro. Lo scorso 26 agosto il consiglio comunale si è riunito in seduta straordinaria proprio per approvare questo ordine del giorno. «Stiamo lavorando in sinergia con l’amministrazione comunale per portare la Corsa degli zingari dove merita», afferma il presidente dell’associazione che organizza la manifestazione, Giuseppe De Chellis, «insieme si vince, da soli si sogna. Ringraziamo il sindaco e l’intera l’amministrazione per il riconoscimento che porterà lustro a tutto il paese».