La domenica del Jazz Concerti nei luoghi simbolo della città

L’AQUILA. Il jazz torna a mobilitarsi per le terre colpite dal sisma. Fino a domenica in 4 località di quattro diverse regioni, risuoneranno le note di 80 concerti, con oltre 570 musicisti...
L’AQUILA. Il jazz torna a mobilitarsi per le terre colpite dal sisma. Fino a domenica in 4 località di quattro diverse regioni, risuoneranno le note di 80 concerti, con oltre 570 musicisti protagonisti. L’appuntamento con “Il Jazz Italiano per le Terre del Sisma” si è aperto a Camerino (Macerata), nelle Marche. Oggi è la volta di Scheggino (Perugia) in Umbria, domani tocca ad Amatrice (Rieti) nel Lazio e domenica l’approdo all’Aquila. I dettagli del programma nel capoluogo regionale saranno resi noti oggi.
Anima del progetto, il trombettista Paolo Fresu, direttore artistico e presidente della Federazione nazionale “Il Jazz Italiano”, che organizza la manifestazione (promossa dal Mibac e dal Comune dell’Aquila-Comitato Perdonanza), insieme ad associazione I-Jazz, Midj e Casa del Jazz.
«L’iniziativa era nata nel 2015 per tendere una mano agli aquilani con l’obiettivo di infondere loro fiducia e tornare ad abitare i centri storici abbandonati dopo il terremoto del 2009. La cultura è uno strumento incredibile per rafforzare il tessuto sociale e anche quello economico: in quella prima edizione portammo 60 mila persone in città», racconta Fresu, tra i protagonisti della manifestazione, che nel 2016 si fermò, dopo il sisma nel Centro Italia, per poi tornare l’anno scorso. «La geografia delle terre colpite dal sisma è cambiata, e noi ci siamo adeguati. Quest’anno abbiamo scelto quattro località simboliche, in quattro regioni, diverse tra loro e ognuna con esigenze differenti». Amatrice ancora vive il lutto per decine di morti, Scheggino più che perdite umane lamenta il danno economico, con la Valnerina abbandonata dai turisti, L’Aquila è in piena ricostruzione e sta tentando di tornare a vivere. «Per ogni luogo abbiamo avuto un’attenzione diversa e pensato concerti diversi: all’Aquila sarà più una festa, ad Amatrice, invece, qualcosa di intimo e rispettoso», spiega ancora Fresu. In città gli artisti si esibiranno davanti a luoghi simbolo come la Casa dello Studente e il Palazzo del governo, la chiesa di San Bernardino e l’Auditorium progettato da Renzo Piano, «senza dimenticare le ferite profonde».

