La fabbrica dell’idrogeno rivendicata dalla Marsica

29 Agosto 2020

È scontro politico sul progetto della Regione per un futuro a energia pulita Marsilio la vuole in Val di Sangro. Angelosante (Lega): l’idea è mia, va fatta qui

AVEZZANO. Regione pronta a tuffarsi nel settore dell’idrogeno, la nuova frontiera dell’energia verde, per ridurre l’inquinamento e per creare nuovi posti di lavoro. Il pacchetto di interventi legato all’utilizzo di idrogeno sul territorio regionale da finanziare con i fondi del Recovery fund in arrivo dall’Europa, illustrato al ministro dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli, dal presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, e dall’assessore all’Energia, Nicola Campitelli, con destinazione la Val di Sangro, però, registra la contrarietà del consigliere regionale (di maggioranza) marsicano, Simone Angelosante: il sindaco leghista di Ovindoli rivendica la paternità dell’idea e, quindi, la realizzazione della fabbrica nella Marsica.
L’operazione, infatti, se andrà in porto, creerà posti di lavoro diretti e indiretti legati alla produzione e la ricerca.
«Oggi l’Abruzzo, con la produzione di idrogeno da fonti rinnovabili, ha aderito al futuro. Sono felice», sottolinea Angelosante, «di aver proposto e sostenuto per primo questa idea. Ora mi batterò affinché la fabbrica degli elettrolizzatori, una delle 4 da realizzare in Europa, venga costruita in Marsica. Si tratta di una fabbrica che porterà posti di lavoro, indotto, tecnologia e conoscenza nell’ambito della transizione energetica dai combustibili fossili».
Un’occasione da non perdere, quindi, per un territorio logisticamente perfetto per i collegamenti viari e la vicinanza con i centri di ricerca. Come sostiene Angelosante. «La Marsica», sottolinea il consigliere regionale, «è una localizzazione ideale perché è servita da autostrada e ferrovie ed è vicina ai centri universitari e di ricerca dell’Aquila e di Roma. Senza dimenticare che questo territorio è ricco di impianti di energie rinnovabili, dall’eolico al fotovoltaico, che altre zone non hanno: quindi è il posto ottimale per produrre l’idrogeno green».
Una netta presa di distanza, quindi, seppur legato a una rivendicazione territoriale, che suona come un altolà rispetto alle linee di indirizzo esplicitate dall’assessore all’energia Campitelli e dal presidente Marsilio. «Le opportunità sull’impiego della nuova tecnologia all’idrogeno per inquinare di meno, diventare più efficienti e produrre occupazione», le parole di Campitelli nel post incontro col ministro, «sono i punti principali della nostra strategia legata alla transizione energetica e alla de-carbonizzazione dell’industria e dei trasporti. L’Abruzzo è candidata a realizzare nell’area industriale della Val di Sangro uno dei 4 impianti previsti in Europa per la produzione di elettrolizzatori per la generazione di idrogeno».
La via all’idrogeno, quindi, è tracciata. «Le nuove tecnologie e la nuova progettualità», ha detto il presidente Marsilio, «sono una condizione basilare per l’utilizzazione del Recovery fund. E l’Abruzzo è pronto. La strategia legata all’impiego di idrogeno si inserisce anche nella logistica dell’aeroporto d’Abruzzo: trasporti merci e passeggeri viaggeranno sui mezzi alimentati dalla nuova energia verde».
Il nodo da sciogliere, però, se il piano andrà in porto, resta la localizzazione della fabbrica degli elettrolizzatori: Val di Sangro o Marsica? La partita, si gioca in primis all’interno della Lega: Campitelli e Angelosante, infatti, militano entrambi nelle fila del Carroccio.