La famiglia dà l’allarme, lo trovano morto

Tragedia in una casa di Teramo. Stefano Bove aveva 50 anni ed era di Avezzano. Amava la musica
AVEZZANO. La famiglia non lo sentiva da diverse ore e quel silenzio non era da lui. Così ieri mattina è scattato l’allarme e quando i vigili del fuoco hanno aperto la porta del suo appartamento di Teramo, in via Francesco Paolo Tosti, nel quartiere di Fonte Baiano, lo hanno trovato senza vita. Aveva festeggiato da poco i 50 anni Stefano Bove, avezzanese trapiantato a Teramo per motivi di lavoro. Era impiegato negli uffici di Unioncamere. A ucciderlo è stato un malore.
L’ultima volta era tornato ad Avezzano nel giorno della Liberazione. «Mi porto a Teramo la mia fidanzata», aveva confidato a un’amica. La sua fidanzata era la vecchia chitarra con la quale aveva cominciato a suonare. La musica era la grande passione di Stefano Bove, in particolare il blues e il rock. Nella Marsica aveva suonato anche in alcuni gruppi locali, agli inizi degli anni Novanta nei Red House Khickens con Luca Caruso, Giovanni Neri e Claudio Petrella, poi con i Muff Divers con Mauro Bove, Renato Candeloro e Alessandro Bellotta. «Stefano era un ragazzo solare, aveva un sorriso per tutti, era una gioia per noi amici stare con lui ed è stata una fortuna aver potuto condividere la nostra gioventù insieme a lui», è il commosso ricordo di quanti lo hanno amato. «Di te mi resteranno per sempre i ricordi dei tempi universitari», afferma l’avvocato Crescenzo Presutti, «quando eravamo belli e spensierati. Suonerai ancora con la tua chitarra e canterai con il tuo inglese maccheronico agli angeli che rideranno a crepapelle come facevamo noi».
Stefano Bove lascia il padre Benito, storico negoziante di tessuti di Avezzano e per quasi vent’anni presidente della Camera di commercio dell’Aquila, la madre Pina Di Genova e il fratello Andrea, giornalista.
I funerali vengono celebrati oggi alle 16 nella cattedrale di Avezzano. (r.rs.)
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