La figlia di Pallozzi: «Mio padre ignorato»

Mariolina spiega l’addio al Premio Sulmona: «È legato alla pinacoteca che vogliono intitolare a Ferrari»
SULMONA. «Per me il Premio Sulmona non è più lo stesso e ha perso la sua identità». Mariolina Pallozzi è categorica nel chiarire la propria posizione. Figlia del compianto artista sulmonese Gaetano Pallozzi, Mariolina Pallozzi si è dimessa dal Premio Sulmona – Rassegna internazionale di arte contemporanea con un addio che tanto sta facendo discutere nelle ultime ore in città. Una scelta legata alla volontà di intitolare la pinacoteca della città allo scultore Ettore Ferrari e di ignorare così la figura del padre Gaetano Pallozzi, ideatore e curatore del Premio e della pinacoteca. «Mio padre mi aveva detto di guardare, osservare ma lasciare tutto com'era», precisa Mariolina Pallozzi, «così non è stato, non è rimasto tutto com'era e allora sono andata via». La decisione di intitolare la pinacoteca a all’autore della statua di Ovidio che sorge nel cuore di Sulmona, morto circa cento anni fa, non è andata giù a Mariolina Pallozzi che aveva un unico obiettivo: portare avanti quanto fatto dal padre.
«La pinacoteca era un bene della città di Sulmona e non aveva bisogno di un’intitolazione», osserva ancora, «se proprio c’era questa esigenza, doveva essere intitolata a mio padre. Invece no, hanno tolto la dicitura civica e l'hanno intitolata a Ferrari che non c'entra niente con la pinacoteca. Questo ovviamente mi ha spinto a lasciare il Premio che è strettamente legato con la pinacoteca dal momento che i partecipanti lasciano poi le loro opere nella struttura». Ieri il Partito democratico ha annunciato che, qualora i propri candidati venissero eletti nel prossimo consiglio comunale, porteranno avanti una battaglia per dedicare invece a Palozzi la pinacoteca.
La figlia ha chiarito che nonostante il suo impegno costante e la presenza di alcuni suoi quadri «la pinacoteca è e resta un luogo che appartiene alla città e non deve andare disperso come patrimonio. Se poi si vorrà intitolarlo a lui, scomparso in un momento così difficile come quello che stiamo vivendo, non lo disdegneremo affatto. Ma ci tengo a precisare che per la nostra famiglia è fondamentale prima di tutto la sopravvivenza della pinacoteca». Resta ora il problema del direttore artistico figura fondamentale per il premio. Secondo Mariolina Pallozzi «bisognava fare un bando di concorso pubblico per titoli quando è morto mio padre e affidare tutto a una persona competente con un curriculum valido. Mi aspettavo che venisse cercata una figura cardine, ma così non è stato e questo mi preoccupa perché il premio, e di conseguenza la pinacoteca, ne hanno veramente bisogno».
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