La Fillea-Cgil terrà il congresso nel cementificio

5 Ottobre 2018

CAGNANO AMITERNO. «Scegliendo il cementificio di Cagnano Amiterno per ospitare il congresso provinciale della Fillea-Cgil L’Aquila, vogliamo ricordare con orgoglio anni di lotte e battaglie per...

CAGNANO AMITERNO. «Scegliendo il cementificio di Cagnano Amiterno per ospitare il congresso provinciale della Fillea-Cgil L’Aquila, vogliamo ricordare con orgoglio anni di lotte e battaglie per salvaguardare i lavoratori, le loro famiglie e ribadire la sicurezza del sito produttivo nel quale siamo riusciti ad instaurare un proficuo confronto sindacale con la nuova proprietà dell’Italsacci».
Così il componente della segreteria della Fillea-Cgil della provincia dell’Aquila Cristina Santella motiva la scelta di svolgere, domani, il quinto congresso provinciale della Fillea-Cgil, sindacato degli edili, proprio all’interno del cementificio Italsacci, nel comune di Cagnano Amiterno. La location del cementificio, in passato al centro di polemiche sul rispetto dell’ambiente e la sicurezza sul lavoro, interpreta fedelmente il titolo dell’evento “Fabbrica per fabbrica, cantiere per cantiere”. Nel sito aquilano, dopo il fallimento dell’azienda Sacci, si sono susseguite altre gestioni. Ora il testimone è passato al colosso Italcementi che «ha ridato serenità ai circa cento lavoratori che negli anni scorsi hanno rischiato di perdere il posto», nel cosiddetto cantiere più grande d’Europa a seguito del sisma 2009. «Dopo il fallimento Sacci siamo entrati in gioco noi come Cgil, abbiamo avviato diverse trattative e un lavoro sindacale lungo e complesso, che ha visto alti e bassi», spiega Santella. «Quando lo stabilimento era in fase di vendita da parte del curatore Sacci, infatti, è emerso che veniva meno la concessione mineraria, che avrebbe precluso la conclusione dell’affare. Per questo abbiamo lavorato per poterla ottenere, attraverso una serie di tavoli con la Regione. Un anno dopo la società ha dichiarato l’esubero e deciso di vendere, così è arrivata la Italcementi, che però, avendo acquisito quasi tutte le Cementir-Sacci italiane, ha dovuto chiudere alcuni siti minori e, anche in questo caso, dopo incontri a Roma e sul territorio, siamo riusciti a tutelare lo stabilimento aquilano».
Per quanto riguarda la questione sicurezza e la preoccupazione della cittadinanza e del comitato “Aternoaria” sul riutilizzo del Css come combustibile in aggiunta al pet coke nel cementificio, Santella precisa che «la Cgil si è impegnata a capire eventuali rischi per i dipendenti e gli stessi cittadini».
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