La Fiom: riassunti solo dieci ricercatori

17 Settembre 2020

L’AQUILA. «I ricercatori ricollocati sono solo dieci e di questi sei sono finiti a Roma». A rivelare il paradosso della vertenza Intecs, dopo che la Regione ha investito 10 milioni di euro nella...

L’AQUILA. «I ricercatori ricollocati sono solo dieci e di questi sei sono finiti a Roma». A rivelare il paradosso della vertenza Intecs, dopo che la Regione ha investito 10 milioni di euro nella space economy, è la Fiom. Non solo mancano all’appello ancora tanti lavoratori, ma sembra sfumato anche quello che era l’obiettivo principale del percorso costruito per mantenere sul territorio un centro di ricerca e sviluppo, tutelando le professionalità dei ricercatori aquilani licenziati dalla Intecs. Il sindacato attende la convocazione per il 24 settembre al tavolo annunciato dall’assessore regionale alle Attività produttive Mauro Febbo, che rispondendo all’interrogazione presentata dal consigliere Pierapaolo Pietrucci ha parlato di 13 persone ricollocate finora dalla Thales Alenia Space. «In realtà sono dieci e non tredici», spiega la segretaria provinciale della Fiom Elvira Simona De Sanctis, «e soprattutto di questi in 6 sono stati assunti a tempo indeterminato, tramite la società di somministrazione Akka e hanno la sede di lavoro a Roma. Al momento offrono consulenza alla Thales Alenia Space e quando finirà il progetto non si sa dove andranno. Gli altri sono all’Aquila, ma sono stati assunti tramite la Adecco con contratti a tempo determinato di 12 mesi. E poi ci sono tutti gli altri: anche se nel frattempo tra i 60 licenziati a dicembre del 2017 alcuni hanno trovato una diversa occupazione, resta una buona parte di lavoratori che non sanno se e quando saranno ricollocati». La Fiom già nelle scorse settimane ha sollecitato su questa vicenda la magistratura. Thales Alenia Space, vincitrice del bando sulla space economy con Telespazio e Leonardo, si era impegnata a favorire il reinserimento lavorativo dei ricercatori, ma lo spirito dell’operazione, iniziata nel 2015 dalla Regione, era anche di aiutare le aziende locali e di ricreare una struttura di ricerca e sviluppo con almeno 50 unità. «Oggi invece vediamo», sottolinea De Sanctis, «che i 10 milioni degli abruzzesi sono finiti in parte nel Lazio e non ci sono ancora prospettive per tutti gli ex ricercatori Intecs. Per questo è importante la nostra partecipazione al tavolo che potrebbe chiarire la situazione, ma al momento non ci è pervenuta alcuna convocazione». Alla riunione prenderanno parte, con la Regione, le aziende coinvolte e altre istituzioni. (r.s.)