La Giostra finisce al centro dello scontro elettorale

È polemica per la ventilata presenza di alcuni capitani nelle liste della Casini E “Noi per Sulmona” attacca la Pezzopane: vuole una guida debole per la città
SULMONA. «Nessuno deve toccare la Giostra cavalleresca e le associazioni sportive cittadine per giochi elettorali dannosi». Dopo le voci insistenti che vorrebbero in una lista in appoggio alla candidata sindaco Annamaria Casini alcuni capitani che guidano i borghi e sestieri cittadini, l’ex assessore alla Cultura e allo sport Luciano Marinucci esce allo scoperto criticando aspramente questa scesa in campo.
«A nessuno dev’essere consentito di strumentalizzare il nome e l’immagine della Giostra Cavalleresca e di altre associazioni della città per interessi squisitamente elettorali danneggiando simboli patrimonio della città di Sulmona e dell’Abruzzo», sottolinea Marinucci. «È un gioco che va bloccato sul nascere, a difesa dell’esclusivo interesse della Giostra che va lasciata fuori da manovre elettorali, per salvaguardarne l’immagine culturale». A rincarare la dose l’ex assessore al Commercio Aldo Milan, il quale chiama in causa il commissario prefettizio Giuseppe Guetta. «Il Comune eroga alla Giostra la consistente somma di 50mila euro», incalza Milan. «Sarebbe il caso che i capitani che stanno per candidarsi in liste elettorali si autosospendano dall’incarico che ricoprono». Intanto, sull’altro fronte, intervengono gli esponenti della coalizione che appoggia con cinque liste civiche la candidatura a sindaco di Annamaria Casini. Nel mirino la senatrice Stefania Pezzopane del Pd. «Abbiamo il dubbio che l’unica preoccupazione che agita la senatrice Pezzopane e i suoi sodali marsicani sia quella di evitare che Sulmona abbia una classe politica e dirigente in grado di incidere nel panorama regionale e nazionale», affermano i componenti della coalizione “Noi per Sulmona”. «Secondo il punto di vista della senatrice e dei suoi compagni bisogna demonizzare i rappresentanti politici di questo territorio che sono riusciti a fronteggiare quelle azioni penalizzanti che in questi anni sono state attuate a danno di Sulmona e della Valle Peligna». “Noi per Sulmona” conclude sostenendo che «l’unica candidatura a sindaco che darebbe alla città una guida debole e subalterna è quella di Bruno Di Masci, soprattutto perché scaturita dall’investitura di un partito lacerato e ridotto ai minimi termini».
Claudio Lattanzio
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