La lana viaggia dal Gran Sasso fino a Biella
L’AQUILA. Valeria Gallese ha 36 anni, studia veterinaria, e ha avuto un’idea geniale. Valeria, moglie di Ovidio Damiani, ha capito che anche la lana delle pecore allevate in famiglia poteva...
L’AQUILA. Valeria Gallese ha 36 anni, studia veterinaria, e ha avuto un’idea geniale. Valeria, moglie di Ovidio Damiani, ha capito che anche la lana delle pecore allevate in famiglia poteva rappresentare una risorsa preziosa. Con la collaborazione del Parco nazionale del Gran Sasso-Monti della Laga è riuscita a realizzare la sua scommessa, aprire la bottega “AquiLana”, a Santo Stefano di Sessanio. Tutto nasce dal miglioramento genetico degli animali, spiega. «Poi abbiamo introdotto nuove tecniche di tosatura che tengono conto, innanzitutto, del benessere degli animali. Le postazioni vengono pulite a ogni cambio di pecora, si raccoglie la lana, asciutta e di prima qualità, si divide in sacchi, si dividono i velli merinizzati da quelli più ordinari».
Quando queste operazioni sono concluse arrivano gli addetti del Parco che si occupano del trasporto del prodotto a Biella. Qui la lana viene selezionata in qualità, poi inviata a trasformazione. Anche la filatura avviene a Biella, ma una piccola quantità viene filata a mano, nella bottega di Santo Stefano di Sessanio. «La prima volta», racconta, «abbiamo trasformato solo 50 chili. Era il 2011. Poi, grazie a un blog, sono arrivati i primi ordini on line. Ora “AquiLana” è un marchio depositato. Oggi trasformiamo 600 chili di lana proveniente dalle pecore di mio marito e mio suocero. La pettinatura realizzata dal consorzio di Biella rende le lane più belle e durature. Il mio obiettivo? Che l’attività cresca e insieme a me possano lavorare altre donne».
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