La leggendaria nevicata di 65 anni fa

7 Febbraio 2021

Il febbraio del 1956 segnato da copiose precipitazioni, poi il gelo fece il resto

L’AQUILA. Chi è nato a cavallo tra gli anni Quaranta e gli anni Cinquanta del secolo scorso ricorda certamente il febbraio 1956, 65 anni, fa quando giorni e giorni di nevicate (indicativamente fra l’inizio e la metà del mese e poi altri due giorni intorno al 20) seppellirono letteralmente la città e i paesi del circondario (il maltempo fu comunque generalizzato in tutta Italia).
Le tante foto scattate all’epoca restituiscono l’immagine di enormi cumuli di neve che avevano bloccato tutte le strade.
I tetti appesantiti dalla coltre nevosa ebbero bisogno di essere alleggeriti e in qualche caso caddero.
Furono giorni fra disagi enormi persino per il rifornimento di generi alimentari. Molti, per uscire di casa, dovettero scavare vere e proprie gallerie. Il freddo e il gelo fecero il resto.
All’epoca non erano molte le case riscaldate e i camini andavano alimentati con la legna difficile persino da andare a prendere anche per chi ce l’aveva nei pressi dell’abitazione.
Quella del 1956 è rimasta nell’immaginario collettivo una nevicata “storica”. Dopo non se ne sono viste di uguali. L’ultima nevicata importante che ha colpito la città risale al febbraio 2012, ma non è certo paragonabile a quella di 65 anni fa.
Secondo le ricostruzioni che in questi giorni “impazzano” su Facebook, caddero pochi centimetri di neve il primo e il 2 febbraio. Dopo una piccola pausa, il 3 e il 4 del mese riprese a nevicare quasi ininterrottamente sino al 14.
Ma la prima “grande” nevicata ci fu l’8 di febbraio. Nevicò per 24 ore. Dal 17 febbraio, poi, arrivò il gelo con temperature in città fino a meno 18 gradi.
In provincia dell’Aquila furono toccati i meno 21 gradi a Campotosto, quasi meno 22 a Rocca di Mezzo e poi meno 19 a Sulmona e meno 25 a Castel di Sangro.
Il freddo fece da “antipasto” a una nuova forte nevicata che seppellì letteralmente L’Aquila.
Le cronache ci dicono che in città il 20 febbraio il manto nevoso misurava mediamente 84 centimetri.
Al Passo delle Capannelle ne caddero due metri e venti centimetri, due metri a Santo Stefano, 1 metro e 70 centimetri a Campotosto, 1 metro e 50 centimetri ad Assergi, a Termine di Cagnano, a Rocca di Mezzo e a Casamaina di Lucoli e addirittura più di due metri e mezzo a Civitella Alfedena, nel parco nazionale d’Abruzzo. (g.p.)
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