La lunga attesa è finita: palazzo Margherita riaprirà l’11 dicembre

Ma non sarà il consiglio comunale a inaugurare l’edificio sistemato Si terrà invece un evento con tutte le autorità: già spediti gli inviti
L’AQUILA. «Il sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, rivolge l’invito a presenziare alla cerimonia di inaugurazione di palazzo Margherita, in programma lunedì 11 dicembre, alle 10.30». L'invito ora c’è ed è ufficiale: un cartoncino bordato in oro con gli stemmi del Comune dell’Aquila e il simbolo “Il segno della rinascita”. In basso un cuore intrecciato da due nastri tricolore. “Nel cuore della rinascita”: questo lo slogan scelto per la riapertura. Un momento importante per la città, che torna a riappropriarsi di uno dei suoi simboli: il palazzo municipale. Un taglio del nastro per il quale gli aquilani hanno atteso 14 anni e mezzo, tra continui rinvii motivati con problemi tecnici, atti da completare, collaudi e traslochi. Di anno in anno, di data in data si è arrivati all’11 dicembre, non al 5 come proposto inizialmente dal Comune, che simbolicamente avrebbe voluto richiamare il giorno della nascita della madama austriaca che ha abitato l’edificio nella seconda metà del Cinquecento. Ma una serie di impegni delle rappresentanze che arriveranno da Roma hanno fatto slittare di qualche giorno l’inaugurazione.
NIENTE CONSIGLIO COMUNALE
L’invito è sobrio e non contiene alcun programma. Piuttosto viene precisato «che è strettamente personale», pertanto «si prega di dare riscontro entro e non oltre il 5 dicembre 2023. Superato tale limite non potremo assicurare la dovuta accoglienza, per ragioni organizzative». Nulla di fatto, invece, per la seduta del consiglio comunale che, inizialmente, avrebbe dovuto accompagnare il rientro della municipalità aquilana nella sua sede storica di rappresentanza. Si è optato per una semplice inaugurazione, alla presenza delle autorità militari, civili e religiose, della ditta esecutrice e dei cofinanziatori del progetto. Il sindaco e la sua giunta hanno voluto chiudere la partita entro l’anno, senza ulteriori indugi dopo le polemiche e i ritardi che hanno caratterizzato il percorso di recupero dell’edificio. Nelle ultime settimane la ditta di traslochi ha provveduto a spostare gli arredi e ad allestire stanze e uffici. Sui due piani riaperti al pubblico troveranno posto il gabinetto del sindaco, gli uffici di rappresentanza e degli assessori, la sala consiliare. Due settimane fa l’ultimo collaudo tecnico, che ha dato il via libera alla riapertura.
SIMBOLO STORICO
L’ex palazzo del Capitano, dove Margherita d’Austria installò la sua corte e a cui deve il nome, fu profondamente restaurato nel XVI secolo per divenire residenza della madama: la posizione strategica nel cuore della città e in posizione baricentrica rispetto al contado, ne ha fatto fin dalla fondazione dell’Aquila il centro civico. L’attuale palazzo non corrisponde, se non in pianta, a quello realizzato dall'architetto Pico Fonticulano nel XVI secolo, ma è frutto di un nuovo restauro avvenuto tra il 1838 e il 1846, che ne ha stravolto l’impostazione, modificandone tra le altre cose l’accesso non più su via delle Aquile ma su via Roma. Lavori resi necessari dallo stato del palazzo, danneggiato dal terremoto del 1703. Fino al sisma del 2009 palazzo Margherita ha ospitato la sede del Comune.
I LAVORI
Aperto nel 2017, il cantiere si sarebbe dovuto chiudere nel 2019. Ma una serie di imprevisti tecnici, tra cui lo sbilanciamento della torre civica che fiancheggia l’edificio e il ritrovamento di reperti archeologici, hanno fatto slittare la data dal 2021 al 2022, infine a quest’anno.
L’opera di recupero, del valore complessivo di 11,7 milioni di euro, è stata eseguita da un raggruppamento temporaneo di imprese composto dall’aquilana Digimatri e dalle campane Samoa e Sepe. Resta da completare la ristrutturazione della Torre civica, che presenta un iter più complesso.
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